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[CSI: NY] - Venti ore - Capitolo 06: Sei ore prima



Capitolo 06: Sei ore prima

È la prima volta che vengo qui”, nonstante il tono quasi gioviale, Jo Danville non riusciva a nascondere quanto ritenesse sbagliato essere nella casa del collega in quelle determinate circostanze. Si era sempre immaginata, se mai Flack l'avesse invitata nella privacy della sua abitazione, una cosa tranquilla e divertente, magari una cena col resto della squadra, una serata piena di risate. La donna si stava guardando intorno: escludendo il tavolino spostato e la coppa porta-chiavi rovesciata, l'appartamento era abbastanza in ordine. Abbastanza, perché questo posto ha un aspetto vissuto, non la freddezza di una casa pronta ad essere fotografata per una rivista di design. E mi piace. Trovava che i mobili lineari ed essenziali, dai colori sobri, bene si adattassero al "loro" detective.

Accanto a lei, Mac stava facendo qualche domanda a Danny che, senz'ombra di dubbio, detestava essere trattato da testimone.

E sei venuto qui, perché...”

Perché Flack non è mai in ritardo. In più non rispondeva al cellulare. L'ho trovato strano, sai...”

Mac lo sapeva. E sapeva anche che quando Don non rispondeva al cellulare c'era sempre sotto qualcosa, come quella volta in cui era dovuto andare a ripescarlo a casa di Terrance Davies, o quando era alla ricerca di Bobby Renton. Era come uno schema, per lui, una diversione imprevista dal suo modo razionale di agire. E questa volta non era un'eccezione, anche se la situazione era decisamente diversa. Quando sei arrivato qui cos'hai fatto?”

Ho suonato il campanello. Una volta sola. Speravo venisse ad aprire, ma non ha risposto nessuno. Allora ho riprovato sul cellulare e poi sul telefono di casa, ma nulla. Quindi ho deciso di entrare”

Come avevi le chiavi?”

Danny conosceva Mac e sapeva che stava semplicemente facendo il suo lavoro. Ma non poteva affermare di essere felice del tono inquisitorio utilizzato. Gli riportava alla mente tempi passati che non aveva voglia di rivisitare.

Me le aveva date Flack qualche tempo fa. Per emergenza, mi aveva detto”

Quindi le hai usate per aprire”

In verità, no. Ho inserito le chiavi ed ho provato a farle girare, ma la porta era già aperta.”

Mac annuì senza proferire parola. Continua, suggeriva il suo sguardo.

È stato allora che ho notato l'unghia strappata sullo zerbino. Mi sono chinato per osservare meglio, senza toccare nulla”, detestava specificare l'ovvio, ma non voleva futuri problemi.

L'hai fotografata?”. Mac ebbe l'ardire di chiedere.

No...”, perché, ovviamente, dovrei vivere sempre come se mi trovassi su una scena del crimine, anche quando vado a vedere perché un amico è in ritardo ad un appuntamento, vero boss? Danny sospirò, cercando di mantenere la calma. Sapeva che era solo controproducente innervosirsi con Mac, “... ho aperto la porta e sono antrato, evitando, naturalmente, di calpestare o spostare l'unghia. Una volta dentro, ho provato a chiamare Flack e poi ho notato tavolino e chiavi a terra”

Ed il sangue?”

Ho fatto qualche passo prima di notare la macchia; era parzialmente nascosta dalle chiavi. Quando ho avuto la quasi totale certezza che fosse sangue, ti ho telefonato"

Credo che mi servirà il tuo cellulare”

Il mio cell... Mac, per favore, non starai pensando che io c'entri qualcosa?”, adesso era veramente indignato.

Taylor gli rispose senza nemmeno alzare la voce: “Quello che penso io non ha alcuna importanza. Io voglio solo che l'investigazione venga condotta nel migliore dei modi, seguendo tutte le procedure in maniera corretta. Non voglio che Sinclair ci tolga il caso e lo assegni a qualcun altro. E, soprattutto, non voglio che gli Affari Interni vengano qui a ficcare il naso. Perché, comunque sia, non abbiamo tutto il tempo che vorremmo”

Danny non rispose ed abbassò la testa. Ovviamente, il capo aveva ragione. Quello che gli dava fastidio era che avrebbe dovuto raccontare di nuovo tutta la storia e che avrebbero controllato minuziosamente tutto ciò che diceva di aver toccato per capire se mentiva. Sarà frustrante, perché le mie impronte sono praticamente ovunque. È la casa del mio migliore amico, cristo santo! Almeno per ieri sera ho un alibi, come potranno confermare mia moglie e gli avventori del ristorante in cui siamo stati. Sapeva che stava correndo troppo, ma non poteva farne a meno.

Si avvicinò a Jo, che, dopo le foto di rito, stava raccogliendo un campione del sangue.

Allora?”

Jo guardò il risultato del test: “Umano”, ovvio, “Ne prendo un po' per il laboratorio. Ce n'è anche un po' sullo spigolo del tavolino”, fece un cenno con la testa.

Potrebbe esserci caduto sopra? Magari si è tagliato...”

Non capisco come il sequestratore sia riuscito ad entrare. La serratura non presenta segni di manomissione, la catenella è integra...”

Gli ha aperto lui?”, alle orecchie di tutti questa sembrò l'ipotesi più assurda. L'istinto da detective di Flack non era mai del tutto a riposo; sicuramente non avrebbe aperto volutamente ad un completo estraneo di cui non si fidava.

E se lo avesse conosciuto?”, nel momento esatto in cui pronunciò la domanda, Danny fu felice di avere un alibi. Gli altri due agenti non risposero.

E questo cos'è?”, Jo raccolse da terra un residuo biancastro e polveroso, “sembra... farina...”, la donna si impossessò di un campione.

Qui ho finito. Mac, vuoi che dia un'occhiata alla camera da letto?”

Mac stava studiando il salotto, “Sì”

Danny guardò Jo allontanarsi e poi si avvicnò a Mac, “C'è qualcosa che ti ha colpito?”

Televisione accesa, una birra a metà... non sembrava pronto ad uscire per andare da qualche parte”

E nemmeno a ricevere qualcuno”

Già...”, Taylor, indossando i guanti di lattice, versò la birra in un contenitore ermetico e poi imbustò anche la bottiglia. Sul tavolino era rimasto il segno umido della condensa. L'uomo scattò un paio di fotografie e poi raccolse un campione anche di quello, “Forse riusciamo a stabilire da quanto è qui questa birra”. Aveva bisogno di una linea temporale.

Danny, intanto, aveva preso il cellulare e lo aveva archiviato come prova.

In quel momento Jo arrivò dalla camera da letto: “È tutto in ordine, letto rifatto, i vestiti che aveva al lavoro piegati su una sedia. Ho controllato nell'armadio: la pistola d'ordinanza, la seconda pistola ed il distintivo sono lì. Mancano le manette, però”

Questo potrebbe essere un problema...”

Mi stai dicendo che chiunque sia stato ha preso solo le manette e non la pistola?”

Si vede che non ne aveva bisogno... la domanda è: come faceva a sapere dove Flack tenesse tutto?”

A nessuno dei tre agenti della scientifica piaceva pensare che qualcuno si fosse preso il disturbo di studiare i comportamenti dell'amico e che nessuno se ne fosse accorto.

Uno stalker?”

E se fosse una lei?”, ponendo la domanda, Jo mostrò una foto che aveva trovato nella stanza di Flack. Il detective ed una bella donna dai capelli scuri si abbracciavano sorridendosi; sullo sfondo lo skyline di New York regalava un'immagine da cartolina.

Nahh... impossibile”, commentò Danny, distogliendo lo sguardo.

Ma sembrano così felici, qui”

Ti garantisco che non può essere stata lei”, prendendo un piccolo sospiro, Mac si costrinse a continuare, “quella della foto è Jessica Angell, ex detective della omicidi, morta in servizio poco più di tre anni fa”

Oh...”, Jo ammutolì nel sentire la spiegazione. Adesso capisco cos'è quello sguardo addolorato che vedo, qualche volta, negli occhi di Flack. Però non è giusto... Rimise la fotografia al suo posto. “E non si vedeva con nessun'altra ragazza?”, buttò lì Mac.

No, non in maniera seria”, Danny era sicuro che se Flack avesse avuto una ragazza fissa in qualche modo lo avrebbero saputo. E comunque in casa non ce n'era la minima traccia.

“E poi io...”, Jo era diventata stranamente balbettante, “... insomma, vista la fotografia ho pensato che... allora ho controllato le lenzuola, ma sono pulite”, si sentiva quasi come se l'avesse violentato.

Dopo qualche secondo di imbarazzo, Mac decise che avevano invaso la privacy di Don anche troppo a lungo. “Direi che abbiamo tutto. Io e Jo torniamo in laboratorio; tu, Danny, interroga i vicini, fai domande, controlla le strade qui intorno. Voglio che tutti i tecnici disponibili ci diano una mano. Non è necessario spiecificare che questo caso è l'assoluta priorità, vero?”, anche se non è un omicidio... ancora. Sbatté velocemente le palpebre, “Io vado ad avvisare Sinclair e metto in movimento il distretto. Sicuramente gli altri poliziotti si daranno l'anima per trovare qualche pista. Andiamo”

Uscirono dall'appartamento, cercando di ignorare – senza riuscirci, in verità – il nastro giallo con stampato Crime Scene Do Not Cross che impediva l'ingresso in casa.


Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic, long fic: venti ore
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