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[ER] - Destini Incrociati - Capitolo 15: Carter

Qualcuno voleva notizie di John? Eccole!

CARTER

“Everybody needs somebody to love”

Everybody Needs Somebody To Love, The Blues Brothers

 

 

Sentiva solo scatti ed interferenze mentre teneva gli occhi fissi sull’orologio. La lancetta dei secondi segnava la sua agonia. Dopo tre giri completi, sospirò e decise di rinunciare, ma:

« Allô, qui est à l’appareil? »

Silenzio per un attimo. Poi la sua mente cominciò a formulare una frase :

« Emmhh, parlez-… vous… mmhh…anglais? »

«Attendez. Angélique, il y a un mec qui parle seulement anglais ! »*

Gli risuonò nell’orecchio il rumore brusco di una cornetta appoggiata a un tavolo. Mi avranno capito? Quanto vorrei parlare francese…

Intanto il tempo continuava a passare e il nervosismo a crescere. Si sentiva dentro una palla di fuoco che consumava il suo organismo.

“Pronto, chi è?”

Ebbe un moto di gioia. Angélique! La “sua” Angélique. Gli faceva piacere sentire una voce amica.

“Angélique? Sono John. Carter”

“Oddio! Ciao! Come stai? Quanto tempo…”

“Sto benone, grazie. Mi sto reintegrando nel casino di Chicago. Non mi ero reso conto di quanto fosse frenetico. E voi, tutto bene?”

“Il solito. Tanta sofferenza ma anche grandi soddisfazioni. Giusto oggi ci è arrivato un carico di medicine contro la malaria. A proposito: come sta Luka?”

“Sinceramente, meglio di te e me. Si è ripreso. Lavora, ha i suoi dilemmi sentimentali. È una cosa quasi incredibile”

“Molto bene. Salutamelo e dagli un bacio da parte mia. Carter, vuoi che te la chiami?”

“Chi?”

“Credi che sia cretina? So perché hai chiamato, Romeo. Giulietta è qui. Eccotela”.

Lo sentiva sorridere dall’altra parte del filo.

“Angélique sei un tesoro”

“Pronto?”

Per un attimo rimase paralizzato. La sua voce. Se l’era quasi dimenticata. E d’improvviso gli tornò in mente tutto: la sua risata, i suoi occhi, il modo in cui i capelli le cadevano sempre sugli occhi.

“Kem?”

Dall’altra parte silenzio. Poi, sopraggiunse un flebile:

“John? Che bello…”. Stava piangendo. “Sono contenta di sentirti. Mi manchi, sai? Ho sperato tanto che mi chiamassi e lo hai fatto! Sono felicissima!”

“Ho trovato il biglietto”. Qualche risatina. “E’ molto tenero. E sai una cosa? Pioveva davvero quando l’ho letto. Avevo paura a chiamarti: pensavo che sentire la tua voce mi avrebbe distrutto, ma adesso so che non avrei potuto non chiamarti. Senti, vorrei vederti. È proprio impossibile?”

“Fammi pensare… tra due settimane ho un permesso di una settimana. E se venissi lì?”

“Fai conto che sia già in aeroporto ad aspettarti! Non ci posso credere!”

Kem rise e Carter si sentì perfettamente felice. Calcolava le ore che lo separavano dall’incontro.

“Benissimo! Grazie. Adesso, purtroppo, devo andare. Come sai, questo è il nostro unico telefono”

Carter tentò di nascondere la delusione. Resisti, tra un po’ ne avrete di tempo…

“Ok, allora ciao”

“Ciao. Ci vediamo”.

Ci vediamo. La frase pronunciata da Kem continuava a riecheggiare nella sua mente. Si preparò ad uscire e, sulla porta, vide riflessa la sua faccia: aveva un bellissimo sorriso da ebete. Allora si mise a ridere e, senza smettere, andò al lavoro.

 

---

* “Parla inglese?”

   “Un attimo. Angélique, c’è in linea un ragazzo che parla solo inglese!”

Tags: character: john carter, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati
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