Farfalla+fiore

drk_cookie

Trauma Two

"Charge at 200 and... clear!"


Previous Entry Share Next Entry
Flack divano
drk_cookie

[CSI: NY] - Venti ore - Capitolo 01: Ora

Titolo della storia: Venti ore
Fandom: CSI: NY
Personaggio principale: Don Flack
Rating: Rosso
Set In Time: Settembre 2012
Avvertimenti: Essendo questa fiction ambientata nel settembre del 2012, ci sono spoiler vari dell'ottava stagione, che in Italia andrà in onda a partire da domenica.
Vengono, inoltre, descritte scene piuttosto forti (leggi: tortura). Quindi, se siete troppo sensibili o impressionabili, fate attenzione.
Disclaimer: Il detective che vorrei mi arrestasse dovessi mai commettere un omicidio non mi appartiene, così come non è mio tutto il "contorno" collegabile a CSI: NY. Come sempre, detengo tutti i diritti possibili ed immaginabili sul cattivo della storia.




Capitolo 01. Ora

Svegliati! La voce, stranamente simile a quella di suo padre, risuonava insistente nella sua testa, allontanandolo dal torpore. Nonostante non fosse abituato a disubbidire a suo padre, il detective Don Flack cercò di ignorare l'ordine paterno per continuare a cullarsi nel sonno che lo avvolgeva. Ho detto di svegliarti. Apri gli occhi, ora! Devi svegliarti! Con un mezzo grugnito, smorzato dalla bocca impastata e secca, Flack si decise a fare quanto richiesto. Si aspettava di trovare intorno l'ambiente familiare ed accogliente della sua camera da letto, ma, invece, c'era una brutta sorpresa ad attenderlo. Ma dove sono? Cosa...? il suo cervello ancora mezzo addormentato - cosa del tutto inusuale per lui - non riuscì a fornirgli una risposta logica.

Sorvolando sul fatto che era passato un bel po' di tempo da quando era stato un bambino e che quindi suo padre non avrebbe avuto alcun senso nel trovarsi lì, dov'era lì?

Si guardò intorno, l'occhio allenato a cogliere particolari spesso nascosti: si trovava in quello che sembrava essere un magazzino abbandonato scarsamente illuminato, grigio ed umido. Flack provò l'immediato impulso di stringersi nelle spalle per cercare di proteggersi dal freddo, cosa difficile da fare quando si indossava soltanto una t-shirt e si era a piedi nudi.

Ma c'era un problema, un altro? Meraviglioso!, non poteva muoversi. O almeno non come avrebbe voluto. Combattendo contro la contrattura cervicale che gli paralizzava collo e spalle, ruotò lentamente la testa a destra e sinistra, le labbra piegate in una smorfia di sofferenza. Inspirando, espirando e continuando con le lente rotazioni, ruscì a rilassare almeno un po' le spalle. Così va meglio, cioè meglio da come ci si può aspettare in una situazione come questa. Ma che situazione è? Cercando di muoversi si accorse di un'altra cosa: era ammanettato ad una sedia e la suddetta sedia era inchiodata al pavimento. Anche le caviglie erano bloccate alle gambe della sedia. Provò a testare la resistenza delle manette solo per avere conferma che sfuggirne non era una cosa così semplice. Certo che no, vengono fatti dei test per renderle più resistenti possibile ed evitare che i delinquenti fuggano.

Era prigioniero. E non si ricordava come era finito lì.



  

?

Log in