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[CSI: NY] - Dov'eri quando il mondo cessò? - Capitolo 23: Come il gatto con il topo



23. Come il gatto con il topo

In sala riunioni l'attività era frenetica. L'attenzione di tutti era concentrata su Mac che stava ricapitalondo velocemente gli ultimi svolgimenti.

"Sal Ginzburg", sullo schermo apparve la foto di un uomo dall'aspetto ordinario, capelli castani ed occhi grigi, "Un anno fa la lui e la sua ragazza sono rimasti coinvolti in un incidente stradale - Sal era alla guida - e lei è morta. È evidente la somiglianza con quanto capitato alle vittime. Qualche mese dopo, ha cominciato a fare volontariato ed è finito alla suicide hot line. Ha stretto poche amicizie veramente importanti, ed anche queste persone, con cui hanno parlato Flack ed Angell, ammettono che comunque è uno che preferisce rimanere sulle sue. In particolare uno dei suoi colleghi ha detto che vive il volontariato quasi come ultimo scopo della sua vita. Jess e Don sono andati all'ultimo indirizzo conosciuto e dovrebero farci sapere qualcosa a momenti. Comunque è da qualche giorno che non si presenta né al lavoro né tantomeno all'associazione."

"Scommetto che ha smesso di farsi vedere quando abbiamo cominciato a comparire noi"

"Il titolare del negozio lo descrive come una persona tranquilla, ma eccessivamente riservata, solita ad isolarsi in un mondo tuttto suo. Ma non ha mai dato grossi problemi"

"A parte i cellulari"

"Purtroppo il proprietario non si era accorto della sparizione dei telefonini. Probabilmente se non avessimo detto qualcosa noi..."

"Non esattamente uno Sherlock Holmes"

"E l'arma del delitto? Mi pare di capire che Ginzburg non abbia il porto d'armi"

"No, ma Corey ce l'aveva. A quanto sembra si esercitava regolarmente al poligono. La pistola a lei intestata, una Desert Eagle, era stata un regalo di suo padre"

"Proprio l'arma che noi padri regaleremmo alle nostre bambine"

Fermi di fronte alla porta chiusa, i giubbotti anti-proiettile indossati, i due detective raccoglievano la concentrazione necessaria per procedere. Flack lanciò un'occhiata ad Angell, che annuì con sicurezza.

"Polizia di New York, aprite la porta!", la voce di Don risuonò forte e minacciosa in tutto il pianerottolo. Da dentro l'appartamento non arrivò nessun rumore. Flack bussò ancora con forza: "Sal Ginzburg, apra la porta". Sempre nulla. L'uomo guardò la collega ed appoggiò la mano sul pomello della porta. Contò a bassa voce fino al tre e poi ruotò. La porta si aprì lentamente.

"Era già stato arrestato, vedo", Danny prese parola, "Sei mesi fa: disturbo alla quiete pubblica ed occupazione abusiva di suolo pubblico. Apparentemente era infastidito dal fatto che sul luogo dell'incidente volessero costruire un centro commerciale. Poi è come sparito"

"Una cosa non capisco, però: le scene del crimine primarie erano i luoghi degli incidenti, ma i ritrovamenti?"

Intervenne Stella: "Sono tutti luoghi citati nella storia della sua ragazza. Luoghi chiave per lo svolgimento e risoluzione della vicenda"

Flack fu il primo ad entrare. Subito dopo di lui Jess e poi il resto della sua squadra. Il gruppo cominciò a perquisire l'appartamento, stanza dopo stanza.

"Libero!"

"Libero!"

"Libero!"

"Accidenti!", il detective si colpì la coscia con un pugno, "ci ha fregati"

I due si guardarono intorno: la casa aveva ancora tutti i mobili e non sembrava disabitata. Sul divano, in un angolo, era appoggiato un maglione scuro; nel lavello c'era ancora una tazzina da lavare. Angell andò nella camera da letto: lì regnava un disordine maggiore. Il letto era disfatto e le coperte erano state gettate a terra. Jess notò, inoltre, che un'anta dell'armadio era aperta. Si avvicinò per osservare meglio: sembrava che alcuni vestiti fossero spariti. Scuotendo il capo tornò nel salotto: "Mi sa che qui non tornerà"

Flack sbuffò pesantemente passandosi una mano tra i capelli: "Va bene, iniziamo a portare via il PC e poi faccio mandare qui la scientifica. Voglio che questo posto venga rovesciato come un calzino"

Dopo aver lasciato istruzioni veloci e precise l'uomo compose il numero di Taylor.

"Dimmi tutto, Flack"

Stella oservò il suo superiore con apprensione. Mac era un vero giocatore di poker, perfettamente in grado di nascondere anche la più piccola emozione, ma, dopo tutti quegli anni insieme, la donna era in grado di percepire il più piccolo cambiamento sul volto dell'uomo. Perciò, quando Mac terminò una chiamata avara di parole e commenti poté affermare con sicurezza: "Non c'era nessuno, vero?"

Mac annuì: "Ha preso qualche vestito e se n'è andato. Sa che lo stiamo cercando. Dobbiamo solo capire dove si nasconde"

"Pensi che voglia abbandonare la città?", si incuriosì Danny.

"Non credo. Questa è la città della sua storia d'amore - e di vendetta - ma, comunque, Flack sta intensificando i controlli agli aeroporti e sui ponti e sta diffondendo il suo identikit. Nel frattempo, tu - Danny - prendi Hawkes ed andate a casa sua: controllate ogni angolo, ogni cassetto, stipetto... ovunque. Per te, Adam, arriverà il computer da analizzare"

"L'ha lasciato in casa?"

Mac annuì.

"Bene"

"Io e Lindsay continueremo ad indagare sulla vita di Corey... lui sembra ancora molto legato a lei"

"Ed io?", Stella.

"Tu puoi andare a riposarti un po'"

"Ma, Mac..."

"Niente obiezioni", la interruppe, sollevando un sopracciglio: tu controllerai quando magio, ma io tengo d'occhio quando tu dormi.

"Ragazzi, mi raccomando: non possiamo farcelo scappare, sento che siamo vicini alla sua cattura. Vi chiedo un ultimo sforzo"

La squadra annuì. Qualunque cosa pur di arrestare un assassino.



Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic, long fic: dov'eri quando il mondo cessò?, pairing: flangell
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