drk_cookie (drk_cookie) wrote,
drk_cookie
drk_cookie

  • Mood:

[CSI: NY] - Dov'eri quando il mondo cessò? - Capitolo 20: Non c'è il due senza il tre



20. Non c'è il due senza il tre

Jess accolse la giovane con un sorriso: "Ciao! Allora, Sam, lei è Lindsay", la detective indicò la donna accanto a lei, "Lindsay, lei è Sam, la sorella di Don"

"Non che ci sia da sbagliarsi: avete gli stessi occhi", Linday, sorridendo, strinse la mano della bruna. Poi fece un cenno al passeggino: "E lei è Lucy che, anche se dorme, è felicissima di essere qui". Nonostante le due donne si fossero già incontrate in precedenza, entrambe, come seguendo un muto accordo, decisero di ignorare la cosa: non volevano creare imbarazzi in un giorno così particolare.

Samantha si sporse in avanti e studiò la piccola per qualce secondo: "Carina! Ti assomiglia"

"Grazie al cielo!", mormorò Jess a mezza voce.

"Hey, ti ho sentito! Non per polemizzare, ma mio mario non è esattamente da buttare via"

"Lindsay, lo so. Ma devo fare la parte di Flack in queste situazioni. Sai, sono io che lo devo sposare ed è meglio essere sempre dalla sua"

"Quindi è meglio non dirgli che trovi il marito di Lindsay belloccio"

Jess spalancò gli occhi, scuotendo le mani: "No, no, vi prego! Non ditegli nulla"

"Appunto. Non abbiamo tempo per l'ennesima competizione tra i due maschi alpha", Lindsay commentò con un sospiro. Adorava Danny e voleva bene a Flack, ma, a volte, la loro amicizia era troppo.

"Ok, dai, finiti i convenevoli. Entriamo"

Quel giorno, Jess aveva la prova definitiva dell'abito nuziale. La prima volta si era fatta accompagnare dalla madre e da un paio dei suoi fratelli, ma voleva che anche le amiche vedessero il vestito. Per quanto fossero onesti con lei i suoi parenti, sapeva che una parte di loro era sempre accecata dalla gelosia. Non poteva dimenticare i commenti sulla scollatura dell'abito fatti dai suoi fratelli. Chissà perché me li ero portati dietro. Fosse per loro, dovrei sposarsi con un sacco di juta... e, per fortuna, papà non c'era.

"Jessica, bentornata!", Megan, l'addetta alla vendita, le venne incontro, il solito sorriso quasi plastificato sulle labbra. Ma a fine giornata non avrà una paresi facciale?

"Buongiorno... sono qui per l'ultima prova"

"Lo so, mi segua", poi guardò le accompagnatrici e, allargando ulteriormente il sorriso, disse: "venite pure anche voi! La sartoria è un ambiente più raccolto di qui, la bambina potrà continuare a riposare indisturbata..."

In effetti, la sartoria era una zona molto più accogliente, senza i grandi spazi del salone. Jess notò, come la volta precedente, una certa tensione di sottofondo che permeava l'aria.

"Mi immagino che drammi e tragedie qui dentro", Lindsay sussurrò all'orecchio di Sam. Le due giovani si sedettero su un divanetto, mentre Jess entrava nel camerino di prova. Dopo pochi minuti la porta si spalancò.

"Eccomi!"

"Wow, Angell...", Lindsay era praticamente senza parole. Jess stava benissimo, il vestito era elegante e raffinato e le disegnava le curve alla perfezione. Monroe non poté fare a meno di provare una punta di rimpianto: lei non aveva mai avuto l'occasione di indossare un abito da sposa.

"E guardate qui", La detective si voltò, mostrando il dietro del vestito. La scollatura profonda lasciava scoperta una grossa porzione di schiena.

"Accidenti!", scappò a Samantha.

Jess fece una piccola smorfia: "È troppo?"

Sam scosse la testa: "No, no. Sto solo pensando alla faccia di mio fratello quando ti vedrà"

Angell sorrise: "Lo so! La schiena nuda è per lui. Sapete che è un patito di questi dettagli..."

"Stai benissimo, davvero"

Le tre donne sospirarono con aria sognante: era tutto perfetto. Ma poi il telefonino di Jessica iniziò a squillare. Lei cercò l'apparecchio nella borsa. Quando vide il numero si impensierì: c'era solo un motivo per cui Flack avrebbe potuto interromperla in quel momento.

"Angell"

"Hey... mi spiace disturbarti, ma abbiamo un'altra vittima. Siamo a Central Park, Strawberry Fields. Ti aspettiamo qui. Avvisa anche Lindsay, ok?"

"Ok. A tra poco", Jess is guardò l'abito bianco, scuotendo la testa.

"Dobbiamo andare. Ci aspettano a Central Park", Jess guardò la collega e lanciò una veloce occhiata a Sam: non voleva coinvolgerla. Lindsay capì al volo: "Tu inizia ad andare, io mi fermo dai genitori di Danny a lasciare Lucy, ok?"

L'altra annuì e rientrò nel camerino a cambiarsi.

La donna non poteva avere più di trentaciqnue anni, anche se non era sempre facile stabilire ad occhio l'età. Giaceva semi-scomposta sotto una grande quercia, gli occhi spalancati a fissare qualcosa che non avrebbe mai più visto. Intorno al corpo, quasi come a proteggerla dal freddo, il colpevole aveva posizionato la solita coperta scura. Flack osservava in silenzio, lasciando che Mac e Danny raccogliessero tracce spesso invisibili ad occhio nudo. Dopo tutti quegli anni passati a lavorare insieme, il detective sapeva che bisognava lasciarli lavorare tranquilli, senza fare pressioni. Li osservò per qualche minuto, sperando che un'illuminazione improvvisa lo colpisse, ma poi spostò la sua attenzione alla scena circostante.

A pochi metri da lui, la ragazza che aveva trovato la vittima stava finendo di farsi medicare da Hawkes: facendo jogging, era incappata nel cadavere e, sorpresa, aveva messo un piede in fallo, cadendo a terra e facendosi un brutto taglio ad un ginocchio. Mentre Mac aveva verificato l'integrità della scena, Flack si era occupato dell'interrogatorio. La giovane aveva rilasciato la sua dichiarazione tremando per lo shock. Visto il suo stato, Don aveva preferito non infierire molto: lei sembrava sincera, aveva chiamato subito i poliziotti e poi ritenava di conoscere a sufficienza il suo serial killer da sapere che non poteva essere lei. E, comunque, è troppo giovane per fare volontariato alla suicide hot-line. In più, Adam mi ha confermato che il suo nome non è uno della lista.

Durante le ore - e nottata - precedente, c'erano state delle novità, anche se nessuno si sentiva in vena di esserne troppo felice. Uno dei dipendenti delle aziende produttrici di quel particolare tipo di tessuto, Mark Connor, lavorava anche come volontario presso la linea telefonica. Flack aveva squinzagliato i suoi uomini migliori per trovarlo, ma Connor era ancora latitante. Avevano già provato a casa sua ed al centro di auto-aiuto, ma nulla. Rimaneva la ditta, ma proprio quel giorno la società era chiusa per celebrare i dieci anni di attività. Quando si dice la fortuna...

"Mac, guarda qui!"

L'esclamazione di Danny catturò l'attenzione di Flack che si avvicinò alla scena. L'amico reggeva trionfalmente un telefono cellulare: una bella differenza rispetto alle due vittime precedenti.

"Funziona?"

"Vediamo...", Messer provò ad accenderlo, ma non successe nulla, "Sarà scarico... ma comunque non sarà un problema...", commentò, mettendo la prova al sicuro.

"Non c'è altro, nessun documento, niente. Ed il cellulare era nascosto parzialmente dal corpo, come se fosse caduto o il nostro colpevole se lo fosse dimenticato"

Il cellulare di Flack iniziò a squillare, proprio nel momento in cui Jess e Lindsay giungevano sulla scena. L'uomo fece loro un rapido cenno con la mano, mentre ascoltava la persona dall'altra parte del telefono. Poco dopo attaccò.

"Qualcuno di voi ha gettato una monetina nel pozzo dei desideri? Abbiamo trovato Connor, è già in Centrale. Angell, tu con me"

Senza aggiungere altro, Flack, seguito dalla ragazza, si allontanò. Mac, Danny e Lindsay rimasero ad osservare Hawkes che, aiutato dai paramedici, trasferiva il cadavere nel sacco dell'obitorio.



Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic, long fic: dov'eri quando il mondo cessò?, pairing: flangell
  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your reply will be screened

    Your IP address will be recorded 

  • 0 comments