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[CSI: NY] - Dov'eri quando il mondo cessò? - Capitolo 19: Routine e nulla più - Parte 2

Stanotte il terremoto mi ha svegliata. È durato solo pochi secondi, ma è stata una sensazione terribile. Un pensiero a tutti coloro che hanno passato una nottata terribile...



19. Routine, e nulla più - parte 2

Il detective Taylor salutò il capo Sinclair con una ferma stretta di mano e lo guardò allontanarsi dal laboratorio. Poi rientrò nel suo ufficio per riassettare le idee. Dopo qualche minuto, Stella bussò alla porta. Senza quasi aspettare il cenno impercettibile del collega, entrò e si sedette sulla sedia di fronte alla scrivania.

"Ci sono novità"

Mac la osservò, in attesa.

"Lindsay ha scoperto che la particolare fibra utilizzata sulle coperte viene utilizzata solo in quattro laboratori di New York. Lei ed Adam si stanno dando da fare per avere la lista dei dipendenti"

"Bene"

Il cellulare di Mac interruppe la conversazione. Lui guardò il nome e poi rispose con sicurezza. Ascoltò per qualche minuto senza dire nulla sotto lo sguardo curioso di Stella. Dopo aver chiuso la chiamata con un "ci vediamo qui il prima possibile" si rivolse alla donna: "Era Danny. Probabilmente il nostro colpevole recapita la lettera in una busta. A casa dell'ultima vittima hanno trovato la busta vuota nel cestino"

"Adesso ci vorrebbe una qualche notizia anche da Angell e Flack, ma credo che le interviste porta a porta siano, per la maggior parte, una perdita di tempo"

Mac sospirò, d'accordo con la collega. Poi si alzò e si diresse verso la porta: "Andiamo. Voglio vedere il nome delle ditte di cui mi hai parlato"

"Grazie. Arrivederci", Flack rimase a fissare la porta che si chiudeva di fronte a lui. "E così possiamo cancellare anche questo nome"

"Non riesco a crederci. Se almeno Adam ci dicesse se ci sono nomi che appartengono alle due liste...", il tecnico li aveva chiamati poco prima, spiegando la faccenda delle fabbriche e specificando che, non appena avesse avuto tutti i dipendenti, avrebbe proceduto a fare un confronto con i volontari del call center.

Flack guardò Jess per qualche istante. Non gli piaceva vederla così affranta e sconfitta. Allungò una mano e le diede una strizzatina affettuosa ad una spalla: "Ho un'idea. Ci fermiamo una ventina di minuti a bere un caffè, o a mangiare qualcosa, e poi riprendiamo. Magari Adam avrà pronta la lista aggiornata"

Angell abbozzò un sorriso, trovano quasi immediatamente l'idea del suo partner geniale: in effetti, non avevano fatto altro che passare da una casa all'altra, quasi senza sosta, e la stanchezza cominciava a farsi sentire. "Affare fatto"

"Perfetto. Qui vicino c'è una tavola calda che fa dei panini eccellenti"

Lei rise: "Sembri la Guida Michelin. Che premio dai ai posti migliori? Il distintivo d'oro?"

"Non ci vedo nulla di strano. Sono sempre per strada, è normale che io sappia dove si mangia bene", tentò di essere serio, ma fallì scoppiando a ridere. Era quello il bello della sua relazione con Jess: non importava quanto la giornata fosse folle, parlare con lei lo faceva sempre stare meglio.

"Questa è la busta"

"Non c'è scritto nulla, sopra... quindi addio studio della grafia"

"Ma come facciamo ad essere sicuri che il foglio sia stato lì dentro?"

"Da questo", Danny mostrò il piccolo frammento scuro appiccicato alla busta, "Sembra essere un filamento della coperta"

"Vediamo subito", Lindsay, con particolare attenzione, staccò il tessuto con una pinzetta e poi lo mise sotto la lente del microscopio. Si spostò alla tastiera del PC e digitò qualcosa. Poco dopo, sul mega schermo del laboratorio apparvero due immagini: "Allora, a sinistra abbiamo il campione di riferimento - la coperta in cui era avvolta la prima vittima - ed a destra il filamento trovato sulla busta"

"Coincidono", affermò Stella con sicurezza.

"Esatto... e vedete queste piccole zone differenti?", Lindsay ingrandì l'immagine, "è il nostro materiale sintetico. È lo stesso tessuto"

"Domanda idiota: ci sono probabilità che la Cruz lavorasse per una di quelle aziende?"

Tutti si girarono verso la porta: "Da quanto tempo sei lì a fissarci?", Danny era sorpreso.

"Perché, state facendo qualcosa di illegale? Quando non ci sono i detective usate termini più terra - terra?"

Nessuno rispose.

"Ok, sono qui da pochissimi minuti. Me nessuno ha risposto alla mia domanda - quella sulla Cruz, ovviamente"

"Elizabeth Cruz stava facendo un master all'università. Gestione economica ed amministrativa delle imprese internazionali. Aveva un lavoro part - time: contabile di una ditta edile. Non può essere entrata in contatto con la coperta", Mac specificò.

"Chiaro. Quello che vorrei capire è come questo tizio sceglie le sue vittime. Le lettere le spedisce, quindi conosce anche i loro indirizzi. Quanto ci si può fidare di una persona con cui si hanno contatti esclusivamente telefonici?"

"Ci vuole qualcuno di molto empatico", intervenne Hawkes.

"Quindi l'idea che sia qualcuno che ha subito un trauma simile è la più plausibile..."

"Può essere. Ma fino a quando non ne siamo sicuri è meglio non fossilizzarci. Come sono andati gli interrogatori?"

"Banali, scontati, non rilevanti. Le persone ascoltate oggi non avevano nulla di sospetto. Anche quelli con il porto d'armi non hanno mostrato atteggiamenti strani. Naturalmente non abbiamo ancora finito, ma speravo che le vostri menti elette ci aiutassero a scremare la lista"

"Dai qui", Danny prese i nominativi guardando si sfuggita i segni che Flack aveva fatto accanto ad i nomi. "Facciamo un controllo incrociato con i dipendenti delle ditte e vediamo cosa ci dice il computer". Pochi gesti agili ed il PC cominciò ad analizzare i nomi secondo i parametri inseriti. Tutti guardarono il monitor in religioso silenzio per qualche minuto.

"Ma ci mette tanto?"

"Flack, abbiamo cominciato da cinque minuti scarsi!"

Il detective spalancò gli occhi, guardò l'orologio, lo schermo e di nuovo l'orologio. Detestava aspettare, lui era un uomo d'azione. "Va bene, lascio che il cervellone qui faccia il suo lavoro. Preferisco iniziare il rapporto della giornata di oggi", ed uscì a passo rapido dirigendosi verso l'ascensore. Il resto del gruppo rimase nella stanza ma l'attenzione venne spostata dalla ricerca in corso: ognuno riguardò i proprio appunti e le prove per cercare di osservare le cose da un'altra prospettiva.



Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic, long fic: dov'eri quando il mondo cessò?, my life, pairing: flangell
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