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[CSI: NY] - Dov'eri quando il mondo cessò? - Capitolo 18: Routine e nulla più - parte 1

Se non sapete cosa fare e nella vostra città danno questo spettacolo, Donka - Una lettera a Checov, vi prego: andate a vederlo!

La stagione otto di CSI: NY è finita. La CBS ci regalerà un altro anno? Incrocio le dita.



18. Routine, e nulla più - Parte 1

Davanti a loro, Frank Power stava appoggiato allo stipite della porta con indosso una vestaglia di pizzo rosso. Angell e Flack si lanciarono una rapida occhiata: siamo qui per i due omicidi, non per le strane preferenze sessuali di questo tizio.

"Signor Power, siamo il detective Flack e la detective Angell. Vorremmo farle qualche domanda"

L'uomo si spostò leggermente: "Volete entrare?"

"No, non sarà necessario. Lei ha il porto d'armi, vero?"

"Sì, saranno circa cinque anni che l'ho fatto... perché, c'è qualche problema?", adesso sembrava quasi preoccupato.

"No, stiamo conducendo un indagine e... Angell", Flack fece un cenno a Jess. Lei mostrò a Frank le fotografie delle due vittime: "Li conosce?"

Power deglutì nervosamente di fronte alle immagini e, quasi incosapevolmete, si strinse nella vestaglia: "No, non li ho mai visti. Voi pensate che sia stato io?"

"Dovremmo pensarlo?", Flack avrebbe voluto pressarlo ancora un po', anche se l'istinto gli diceva che era innocente, ma poi si ricordò di Mac e di come aveva specificato in più di un'occasione di andarci cauti. "In verità, stiamo solo facendo delle domande. Sarebbe bello avere la sua totale collaborazione"

Frank non disse nulla, ma annuì: "No... non li conosco"

"Lei fa il volontario per una Suicide Hot Line, vero?"

Questo sembrò rianimarlo un pochino: "Oh sì, tre volte alla settimana. Non è molto, ma negli altri giorni non posso proprio. Chiamano davvero tante persone e mi piace pensare che, in qualche modo, riusciamo ad aiutarli"

"Che rapporto c'è con gli altri volontari?"

"Be'... siamo molte persone. Credo circa duecento, quindi non è possibile andare sempre d'accordo. Diciamo che ci sono dei gruppetti diversi. Sarebbe meglio se ci si trovasse sempre tutti sulla stessa lunghezza d'onda, ma...", Frank fece un gesto di rassegnazione con le braccia.

In quel momento giunsero dei rumori dall'interno dell'appartamento. Frank si girò: "Dev'essere Julia, la mia fidanzata. Sapete, questa è la sua vestaglia... ho afferrato la prima cosa che ho trovato e...", abbassò gli occhi, poi guardò di nuovo i due poliziotti con un sorriso: "Io e Julia ci siamo conosciuti facendo volontariato circa due anni fa"

"Quindi anche lei dà una mano alla linea di auto-aiuto?"

"Non più. Le è dispiaciuto, ma ha un lavoro molto impegnativo e quindi circa un anno fa ha dovuto lasciare"

"Signor Power, un'ultima domanda: che macchina guida?"

"Nessuna. Abito a New York: che bisogno c'è di avere la patente? E poi la città è già abbastanza inquinata così... dovremmo migliorare l'ambiente per le future generazioni, no?"

Don e Jess si guardarono per qualche secondo. Poi, Angell prese la parola: "La ringraziamo per aver risposto alle nostre domande. Arrivederci"

"Arrivederci a voi. Sono sempre disponibile, se avete bisgno"

I detective si incamminarono lungo il corridoio e verso l'uscita. "È un boy scout! Non ha la patente, ha a cuore il futuro dell'umanità, è stato stra-disponibile, è corso ad aprire, quando ha saputo che eravamo poliziotti infilandosi la vestaglia di pizzo della fidanzata..."

"Be', io non metterei la tua vestaglia se dovessi correre ad aprire la porta"

"Sarà che io non ho vestaglie. No, però, dai, escludiamo?"

"Escludiamo. Hey, ce ne restano solo 224!"

L'appartamento di Elizabeth Cruz, la seconda vittima, si trovava nell'East Village. Quella che era stata la sua coinquilina lasciò entrare di nuovo la polizia cercando di nascondere uno sbuffo di disappunto.

"Signorina Brown, mi dispice arrecarle tanto disturbo, ma stiamo semplicemente facendo il nostro lavoro. Sa, trovare chi ha ucciso la sua amica...", Danny, dopo l'ennesima ricerca infruttuosa nell'appartamento di Buster, non aveva voglia di persone indisponenti.

"Certo... entrare pure. La camera è come l'avete lasciata, non ho toccato nulla"

Hawkes e Messer entrarono nella stanza e si chiusero la porta alle spalle, giusto per tenere lontana la Brown.

"Immagino che sia fastidioso trovarsi in questa situazione...", Danny lo disse a mezza voce, guardandosi intorno.

"In effetti, la ragazza dice di essere stata una grande amica della nostra vittima, ma non mi sembra distrutta dalla sua morte. Qualcuno ha controllato il suo alibi?"

"Angell. Alla presunta ora della morte stava seguendo un corso in università, ci sono diversi testimoni. E le abbiamo anche mostrato le foto della scena del crimine, ma non ha saputo identificare la zona"

Sheldon arcuò le sopracciglia.

"Non mentiva. Inoltre, sembra essere completamente digiuna di armi e quant'alto. Certo, sta avendo un comportamento assurdo, ma non è lei la persona che cerchiamo"

I due CSI studiarono ancora la stanza, cercando di sommermarsi sulle cose meno ovvie. Il portatile era già stato portato in laboratorio insieme al foglio su cui era stampata la frase che faceva da collegamento alle due morti.

"Hey, non aveva la stampante!"

"E...?"

"Come è arrivato qui il biglietto? Stavo pensando... magari via mail, una mail che poi lei ha cancellato dalla memoria, ma come ha fatto a stamparla?"

Danny puntò la sua attenzione sul cestino dei rifiuti: il giorno prima l'avevano osservato un po' di sfuggita - stupidi ed imprecisi -. Danny infilò i guanti e rovesciò il contenuto. Carte di caramelle, una confezione vuota di mascara, un paio di dischetti struccanti, qualche foglio strappato scritto a mano, ed una busta.

"Boom!"

"Una semplice busta bianca? Potrebbe averla buttata via senza pensarci"

"Guarda qui", Messer indicò l'apertura della busta: si vedeva ancora la sottile striscia secca della colla. "Questa era una busta chiusa. E questo...", semi - incollato ad una delle estremità c'era un frammento quasi invisibile, "... potrebbe tornarci utile. Imbusto tutto"

Hawkes trannenne a stento un sorriso "Un po' cacofonico, vero?"

"Sta implicando che ho un lessico limitato? Non è colpa mia. Andiamo"

In salotto, trovarono la Brown intenta a fingere di leggere una rivista.

"Signorina, per ora abbiamo finito."

"Per ora?"

"Qualche problema?"

"È solo che... insomma... speravo di poter cercare una nuova inquilina. L'affitto qui è altissimo ed io lo devo pagare da sola e..."

Non la lasciarono finire; Danny e Hawkes uscirono sul pianerottolo, mentre la voce della ragazza risuonava inascoltata nell'appartamento.

"Novità, Adam?"

Adam sobbalzò: intento a fissare il PC, non si era accorto dell'entrata di Stella.

"No... un sacco di persone a New York ha una macchina scura! Nella lista dei nomi di Flack, circa il 65% ne possiede una"

"Bisognerebbe almeno identificarne il modello. La Poulson parlava di una Ford, ma non ne era sicura"

"Tipico...", Adam commentò sotto i baffi.

"Scusa?", Stella inclinò il capo per osservarlo, "Vorrei solo informarti che io so con precisione il modello della macchina che guido e so riconoscere gli altri modelli senza problemi"

Adam arrossì: "C-certo... volevo dire che... che, magari, se mostriamo alla testimone delle fotografie lei potrebbe identificare la macchina con maggiore sicurezza"

Stella sorrise: "Non è una brutta idea, non so se ne abbiamo il tempo, ma si potrebbe tentare"

In quel momento Lindsay passò con passo spedito davanti alle pareti di vetro del laboratorio analisi.

"Linds, un momento!", Stella la fermò.

"Devo andare da Mac. La macchina è stata riparata ed ho dei risultati interessanti"

"Da Mac c'è Sinclair, al momento, dì a me e poi riferiamo"

Lindsay sospirò ed entrò in laboratorio.

"Le fibre di cotone riportano ad un componente particolare, chiamato Caltex, utilizzato in una sorta di sperimentazione per creare delle coperte speciali. Insomma, la caratteristica chiave di queso tessuto è che, oltre a fornire il calore, lo trattiene anche e crea una sorta di micro-clima ottimale basato sulla temperatura del corpo da scaldare. La cosa particolare è la presenza del cotone, un tessuto naturale, ma anche di un tessuto sintetico ancora non molto diffuso sul mercato. E...", la ragazza si avvicinò ai due colleghi, toccando il touch screen dell'apparecchio che reggeva, "Solo queste quattro aziende, qui a Manhattan, lo utilizzano"

"Fantastico. Adam, metti da parte un attimo le macchine. Mi serve la lista dei dipendenti. Lindsay, ottimo lavoro"

Lei non disse nulla, ma iniziò a dare una mano ad Adam.




Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic: as time goes by, long fic: dov'eri quando il mondo cessò?, pairing: flangell
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