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[CSI: NY] - Dov'eri quando il mondo cessò - Capitolo 17: No News Is Bad News

Tantissimi auguri a skurni che, ieri, sotto il diluvio, si è sposata. Felicità interminabile ai due sposini!



17. No news is bad news

Al briefing della mattina successiva, Flack si sentiva come un ragazzino che andava a scuola senza essersi preparato. I primi risultati dei nominatvi non avevano evidenziato niente di peculiare, non che dovessero, in verità, ma lui aveva sperato in qualche modo perverso di trovarsi un bel bigliettino con scritto il nome del colpevole.

Guardandosi intorno, capì che anche i suoi compagni di stanza non avevano notizie risolutive.

"Buongiorno. So già che nessuno ha niente di esattamente nuovo da dirmi, anche se mi sarei aspettato di avere almeno altre notizie sulla composizione delle coperte...", alzando un sopracciglio, Mac si girò verso Lindsay, che stava finendo di bere il caffè da una bicchiere di Starbuck's.

"Non sei stato avvisato?", la giovane donna spalancò leggermente gli occhi, incredula: "Purtroppo ci sono stati problemi in laboratorio. Il macchinario è finito dritto in manutenzione..."

"Nessuno mi ha detto nulla. Vorrei essere avvisato immediatamente quando succedono queste cose", il tono di Taylor era pieno di rimprovero.

"In laboratorio mi hanno giurato che ci avrebbero pensato loro e quindi...", Lindsay si guardò le punta delle dita, colpevole. In qualunque altro momento, sarebbe corsa subito nell'ufficio del suo capo, ma la sera precedente era stata troppo stanca, e, chiaramente, la sua mente aveva perso lucidità. In più, era tutto il giorno che non vedeva Lucy e quindi voleva solamente tornare a casa.

"Scusami, Mac, la prossima volta ti avviso io"

"Va bene. Quindi al momento siamo ad un punto morto anche lì. Voi due e la vostra lista?", Taylor spostò l'attenzione sui due detective, che sedevano di fronte a lui.

"La cosa strana è che solo...", Flack guardò i suoi appunti, "... ventinove persone hanno il porto d'armi"

"Perché strana?", intervenne Hawkes.

"Non so, ma mi sembra che chiunque a New York abbia un'arma da fuoco. Mi aspettavo un numero molto più alto. Tutto qui"

"Lasciamo fuori le aspettative personali per cortesia?"

"Sì, Mac, scusa. Ventinove persone: sedici uomini e tredici donne. Dopo una prima analisi, i nostri ventinove non hanno precedenti. Sembrano puliti, ma non mi stupirei se qualcuna di queste fedine penali fosse stata lucidata a mano dal diretto interessato. Io e Jess pensavamo di cominciare da loro, e poi procedere con gli altri"

"L'ordine scelto?"

Stavolta parlò Angell: "Prima i possessori di arma da fuoco, poi quelli che abitano nel raggio di dodici miglia dalle case delle due vittime- ce ne sono due che hanno anche il porto d'armi -, poi chiederemo agli intestatari di auto scure e poi procedermo al resto. Adam, serve che ci aiuti con le macchine, intanto che noi cominciamo con i primi nomi"

"Ok, volete che guardi anche le armi dichiarate dai proprietari?"

"Perché no?"

"Ragazzi, ve lo ricordo: piedi di piombo, non è detto che la persona che stiamo cercando sia nella lista"

I due detective annuirono.

"Stella, notizie sui proiettili?"

"A parte l'ovvio, ho trovato una striatura particolare. Dopo le prime prove con le nostre armi di riferimento, non sembra una striatura classica per le Desert Eagle. Potrebbe essere che il nostro colpevole abbia modificato l'arma in qualche modo. Ah, sto anche guardando se qualcuno ha denunciato il furto di questo tipo di arma. Forse potremmo farci una linea temporale. Sembra che ci siano troppe cose che non sappiamo"

"Il problema è che non sappiamo nulla di questo tizio"

"Già... va bene, ragazzi, potete andare. Ci sentiamo non appena qualcuno di voi ha qualcosa, va bene?"

"D'accordo", tutti si alzarono e si diressero a svolgere i compiti assegnati. Mac li guardò allontanarsi: la sua giornata non si prospettava tanto migliore. Prima avrebbe continuato a fare ricerche in internet per scoprire qualcosa sulla frase, poi avrebbe parlato con alcuni amici della Cruz e poi, sicuramente, Sinclair si sarebbe presentato nel suo ufficio per avere delle risposte.

"Allora, chi è il fortunato numero uno?", Flack sgusciava agilmente tra il traffico, come solo un poliziotto o un tassista poteva fare.

"Frank Power, trentanni, abita sulla Sessantaduesima, poco lontano dalla Quinta", Jess lesse il nome dalla lista. Odiava quel caso, lo odiava davvero. In più, detestava quella cosa del porta - a - porta. Un conto era andare a prelevare un colpevole, un conto era andare a fare domande alla cieca. La maggior parte dei cittadini di New York detestava essere disturbata da degli agenti di prima mattina. O in tarda mattinata. O nel primo pomeriggio. O sempre, per essere onesti.

"Sarebbe favoloso se fosse lui, vero? Sulla carta potrebbe: uomo, porto d'armi, abita a poche miglia dalla casa di Buster, lavora in quel call center... Non sappiamo che macchina abbia, ma potrebbe essere il candidato perfetto"

"Motivo per cui non sarà lui", Jess sorrise sarcastica.

"Ovvio... ma guarda questo!", Flack sterzò a destra, "Gli ci vorrebbe una multa"

"La tua prossima frase sarà: 'ma dov'è la polizia quando serve?'?", Jess rise.

Don si voltò verso di lei e le fece un mezzo sorriso: "Dovrebbe. Guarda, a volte vorrei avere il blocco delle contravvezioni in macchina. Certo, non arriverei mai sulle scene del crimine in questo modo, però..."

"Sei proprio ligio al dovere"

"Hawkes direbbe che ho un Super-io estremamente sviluppato"

"Ah, ma quindi li ascolti i nostri amici nerd quando parlano!"

"Certo... userò tutto contro di loro al momento opportuno"

"Forse quella cosa di te tanto ligio al dovere..."

"Cioè? Ah, eccoci"

"Salvato all'ultimo secondo"

I due bussarono alla porta: "Signor Power, polizia di New York"

Dopo qualche minuto sentirono dei passi avvicinarsi alla porta ed il caratteristico rumore della serratura che veniva aperta. Ma quello che si trovavarono davanti non era esattamente ciò che si sarebbero aspettati.



Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic, long fic: dov'eri quando il mondo cessò?, my life, pairing: flangell
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