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[CSI: NY] - Dov'eri quando il mondo cessò? - Capitolo 16: Intermezzo

Piove ancora, accivacci!



16. Intermezzo

Nessuno avrebbe poturo immaginarlo, ma anche Don Flack aveva un lato tenero. Sdraiato sul divano di casa, con Jess mollemente distesa sopra di lui, si stava convincendo di nuovo che il mondo non avrebbe potuto essere un posto migliore. Il fatto che solo Angell avesse l'autorizzazione a vederlo così, la faceva sentire speciale in modo difficile da spiegare.

"Vuoi altri involtini?", gli chiese, indicando col viso i resti del take-away cinese.

Lui le strinse le braccia intorno ai fianchi, per evitare che lei cambiasse posizione: "No, sto benissimo così"

Jess si spostò un po' sul fianco per poterlo guardare: aveva gli occhi chiusi ed il respiro lento.

"Dovrei fare un video e postarlo su You Tube. Così tutti vedono che razza di coccolone sei in verità"

"Non lo faresti mai... e poi non è vero quello che dici"

Lei rise: "Ma piantala, che se potessi faresti le fusa!"

"Ecco, non c'è modo peggiore che paragonarni ad uno di quegli esseri disgustosi ricoperti di peli per rovinare l'atmosfera...", Don aveva aperto gli occhi e la stava fissando contrariato.

"Guarda che non è colpa dei gatti se tu sei allergico a loro. Prenditela col tuo organismo"

Flack non le rispose e quindi lei si riappoggiò contro il suo torace. Avevano deciso per quella sera di rilassarsi e di provare a non pensare al caso. O a tutto quello che ci girava intorno. Rimasero in silenzio per qualche minuto, persi ad ascoltare il rumore dei loro respiri. Jess stava quasi per addormentarsi, quando Flack le parlò.

"Allora, signorina, siamo qui tranquilli, in relax, da soli, dammi qualche dettaglio insignificante del tuo vestito"

"Non esiste. Non saprai nulla fino a quel giorno. Sai che porta sfortuna..."

"Sei improvvisamente diventata una tradizionalista convinta?"

"No... ma non vuoi che sia una sorpresa?"

"In verità vorrei che questa fosse la nostra prima serata da marito e moglie"

Lei si voltò di nuovo per guardarlo. Lo baciò dolcemente: "Che cosa carina che hai detto! Ok... è fucsia"

Lui ridacchiò: "Perfetto. Si abbinerà benissimo con l'arancione del mio"

"Non è del tuo vestito che ho paura, lo sai..."

"Ti giuro che la cravatta l'hanno scelta mia madre e mia sorella. E non è quella che mi sarei messo io"

"Questa è una notizia favolosa!"

"No, però, sul serio vorrei che fosse tutto finito. Sembra che le persone che ci devono aiutare non facciano altro che complicarci la vita. Perché non possono fare quello che decidiamo noi? Mi sembra più facile far confessare qualcuno che riuscire ad avere la torta che abbiamo scelto"

"Sai una cosa? È da un paio di giorni che il fiorista non chiama. Non vorrei stesse progettando qualcosa..."

"Ti giuro che se vedo una meletta da qualche parte lo faccio arrestare"

"Solo rose e velo da sposa? Troppo drammatico! "

I due scoppiarono a ridere.

"Non pensi che dovremmo andare a dormire? Domani sarà un'altra giornata campale..."

"Hai ragione", lei si alzò e gli porse una mano. Con movimenti quasi sincronizzati si cambiarono e si infilarono sotto le coperte. Immediatamente, lei sentì la stanchezza accumulata nei muscoli avvolgerla. Si avvicinò a Flack, accoccolandosi, come sempre, contro il suo fianco, la mano destra appoggiata sul suo addome, all'altezza della brutta cicatrice ricordo dell'esplosione. Era una cosa che aveva cominciato a fare da subito; un gesto quasi inconsapevole di protezione. Chiuse gli occhi, lasciandosi avviluppare dal sonno, certa che sarebbe crollata nel giro di pochi minuti.

"L'idea di sposarmi, prima di incontrarti, non mi aveva nemmeno sfiorato, in verità", la voce di Don, già impastata di sonno, la mise all'erta. Si strinse più forte contro di lui e gli baciò il collo. Lei la pensava allo stesso modo; prima di conoscerlo era stata certa che non si sarebbe mai sposata. Ma prima di incontrarlo era stata anche più che certa che mai e poi mai avrebbe avuto una relazione con un suo collega. Ed invece eccola lì, perdutamente innamorata da uno dei detective più tosti ed arguti che avesse mai incontrato, un suo superiore per di più. E non poteva farci nulla. E non voleva farci nulla.

Sempre con le labbre appoggiate contro il suo collo moromorò: "'notte, Don. Dormi bene. Ti amo", e pochi secondi dopo piombò nel sonno.



Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic, long fic: dov'eri quando il mondo cessò?, pairing: flangell
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