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[CSI: NY] - Dov'eri quando il mondo cessò? - Capitolo 13: Il call center delle emozioni



13. Il call center delle emozioni

La linea telefonica aveva a disposizione un piano dell'edificio. L'atmosfera, all'interno, non era esattamente quella che i due poliziotti pensavano di trovare: nelle stanze si respirava un'aria asettica, distante. Sophia McFarland li accolse sulla porta e li condusse nel suo ufficio, dove si lasciò cadere sulla sedia della scrivania quasi come una diva da film anni '50. Osservò i due uomini di fronte a lei e poi domandò: "Ditemi, cosa vi porta qui?”

Flack si schiarì la voce: “Vorremmo capire com’è strutturata l’associazione”

La donna alzò le sopracciglia, riflettendo: “Beh, ci sono io che gestisco i turni, le donazioni e le faccende burocratiche e poi ci sono i volontari”

“Volontari?”, Danny non riuscì del tutto a nascondere il disappunto.

“Sì. Nessuno dei telefonisti è a libro paga. Sono solo persone che scelgono di dedicare parte del loro tempo ad aiutare gli altri"

"Avete una lista magari?"

La McFarland si mordicchiò le labbra prima di rispondere: "Beh... una lista c'è, ma vorrei rispettare la privacy dei miei ragazzi... sapete, in fondo si basa tutto sulla fiducia. Vi posso dire senza problemi, però, che nessuno di loro ha infranto la legge. Questo per me è abbastanza"

“Nessuna qualifica specifica?", il tono di Flack celava l'incredulità.

La donna scoppiò a ridere, smettendo quasi immediatamente di fronte all’espressione truce di Don: “Detective, se accettassi solo laureati in psicologia qui non ci sarebbe nessuno a rispondere”

“Sì, ma come indirizzate i telefonisti a dare la risposta corretta? Se chiama qualcuno veramente disperato come spiegate cosa dire?”

“La nostra funzione primaria è l’ascolto. Molte persone ci contattano solo per sfogarsi. Se qualcuno dei miei ragazzi percepisce che la persona che ha chiamato ha bisogno di maggiore supporto, fornisce il numero di uno degli psicanalisti con i quali siamo associati”, la donna parlava con sicurezza, in modo impostato, quasi avesse dovuto ripetere quelle stesse parole molte altre volte.

“Interessante… immagino che gli psicologi di cui sopra siano anche dei vostri benefattori…”

Sophia inclinò la testa di lato: “Non mi piace il tono che sta prendendo questa conversazione”

Danny sorrise scuotendo la testa, aspettando il commento di Flack, che non tardò ad arrivare.

“Non credo che lei si trovi nella posizione di stabilire le regole. Vi abbiamo gentilmente chiesto i nomi delle persone che prestano servizio qui e lei ha detto di no. Non solo, viene fuori che non serve nemmeno avere un minimo di preparazione per rispondere al telefono. L’unico supporto, eventualmente, arriva dai vostri psicologi sponsorizzati, di cui non voglio nemmeno vedere la parcella. Lei gestisce questo posto come un call center qualunque, soltanto che al posto di provare a vendere elettrodomestici, ci si relaziona a persone che se ne stanno sull’orlo del precipizio”

Danny aggrottò momentaneamente la fronte, scoccando un'occhiata interrogativa all'amico: non era esattamente il tono che aveva previsto. Poi intervenne: “Quello che voleva dire il mio collega è che abbiamo due persone che sono state uccise, due persone il cui unico collegamento è questo numero di telefono. Ed è frustrante l'idea di non trovare aiuto da... una linea di auto-aiuto”

La donna si alzò: “Va bene, se la mettete su questo piano vi do l’elenco. Massima discrezione, però”

“Ma lei si sta rendendo conto che sta parlando con la polizia? Non siamo qui per fare spionaggio… ok, nome, telefoni ed indirizzi. C’è altro che dobbiamo sapere?”

“Del tipo?”

“Non so, io chiamo qui. Immagino ci sia un centralino che smista le chiamate”, Flack iniziava davvero a spazientirsi.

“Sì, e risponde il primo operatore libero”

“Ma se io avessi chiamato più volte e volessi parlare ancora con un determinato operatore perché lo sento vicino?”

“Non è possibile. Non passiamo le telefonate da un interno all’altro. Altrimenti alcuni dei nostri operatori sarebbero sommersi dalle chiamate…”

“... mentre altri, poverelli, non avrebbero nulla da fare. Sì, ma va tutto bene, tanto ci sono solo in gioco i sentimenti umani”

“Sentite, io fornisco un serv… ehm… un aiuto e voi siete qui a taglieggiarmi”

Taglieggiarmi, che ne pensi Messer?”

“Che è un bel termine mafioso. Ma a parte ciò che penso io… io chiamo e mi becco il primo libero. Parlo, raccontando del perché sto male e dall’altra parte sento o silenzio o qualcuno che, se va bene, mi offre il numero di uno psicanalista. Almeno il nome di questi dottori lo possiamo avere?”

“E sperare che siano appartenenti all’Albo?”

La donna, offesa, si alzò di nuovo e cercò la scheda contente il nome dei medici. Ne fece una copia e la consegnò ai detective.

“Un’ultima cosa. E se io volessi parlare sempre con la stessa persone anche se impossibile, come potrei fare?”

“Be’… se lei lasciasse il numero di telefono…”

“Mi richiamereste?”

“No di certo…”, i due uomini si scambiarono un’occhiata, “… ma se in privato…”

“Wow! È anche un’agenzia di appuntamenti!”

“Lei è troppo spiritoso per i miei gusti”

“Ouch… che peperino!”, Danny rise.

“Mi ha proprio ferito nell’amor proprio, non so se riuscirò mai a riprendermi... comunque, per mettere in chiaro: l’attività che gestisce lei sarà legale e, sicuramente, avrà la sua utlità. Ma la gestisce male e gioca con persone con cui sarebbe meglio non giocare. Non c’è preparazione né sentimento. Non ritiene importante affidarsi a persone esperte e – no, per cortesia, non mi tiri fuori ancora gli psicologi – le regole che lei stabilisce possono essere raggirate con facilità. Sembra solo un gran calderone confuso”

“Guardi che molti di quelli che rispondono hanno subito esperienze simili a quelli che chiamano”

“E questo, se mi permette, potrebbe anche peggiorare le cose. Se uno è pieno di dolore, rabbia e rancore, come pensa possa aiutare qualcun altro nelle stesse condizioni?”

Danny respirò a fondo, assorbendo le parole di Flack. Poi si rivolse a Sophia: “Avete almeno le registrazioni delle telefonate?”

Lei spalancò gli occhi: “Assolutamente no! Violerebbe la privacy!”

“Di chi? Di chi chiama o di chi risponde?”, Don si alzò, scuotendo la testa: “Non mi piace per nulla, lo sappia. E ho la sensazione che stia nascondendo qualcosa”

Anche Sophia si alzò: “Non ho altro da dirvi. Vi ho già dedicato troppo tempo. È solo che avete questo minuscolo collegamento e volete a tutti costi che significhi qualcosa. Vi faccio accompagnare fuori”

Danny fece una smorfia: “Lasci perdere le bodyguard, conosciamo la strada”, e, raccolti i nominativi, i due uscirono.



Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic, long fic: dov'eri quando il mondo cessò?, pairing: flangell
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