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[ER] - Goodbye, Isa

Titolo: Goodbye, Isa
Fandom: ER Medici in prima linea
Personaggio: Luka Kovac
Prompt: 11. Primo cuore infranto@ [info]promptaddicted 
Rating: Verde
Set In Time: ottobre 1979; secondo la mia personale linea-vita di Luka, lui ha quattordici anni.
Note: One-shot
Disclaimer: Luka non è mio nemmeno nella versione quattordicenne (anche perché sarebbe un po' strano...); la dolce Isa, au contraire, è una mia creatura originale. Però non ci guadagno una lira.
Lista: 20 prime volte



Goodbye, Isa

Dubrovnik, ottobre 1979

La dolce Isa lo sta fissando con gli occhi pieni di lacrime. È innamorata di lui, come solo i quattordicenni possono esserlo. Con passione, amore e determinazione. E anche Luka la ama, è la sua prima fidanzatina importante, quella per cui potrebbe andare alla conquista del mondo.

Ma purtroppo i genitori di lei si sono messi in mezzo. La situazione politica jugoslava inizia a essere troppo traballante per rimanere. Isa è fortunata: suo padre è nato a Dublino e quindi far ottenere a lei ed a sua madre il permesso per viaggiare è stata questione di un attimo.

La cosa a cui i grandi, però, non hanno pensato è stata la relazione tra i due ragazzi. Ai loro occhi giovani è inimmaginabile il pensiero di allontanarsi. Nessuno dei due crede che ce la farà a sopravvivere senza l’altro.

Luka stringe a sé la ragazza, sentendosi un po’ impacciato.

“Mi scriverai?”, lei parla contro la sua spalla, la voce ridotta ad un sussurro.

“Certo”, la voce di Luka è determinata, invece. È sicuro al 100% che le scriverà per sempre e che la loro relazione continuerà in eterno. E che diamine, sono innamorati! Luka si sente come Bogart in Casablanca. Sa che deve mostrarsi forte, è un uomo, è quello che ci si aspetta da lui. Le lacrime di dolore vanno lasciate alle donne che hanno qualcuno che le può asciugare.

E così fa Luka, sollevandole appena il viso, e carezzandole il volto bagnato col pollice. Gli occhi scuri della ragazza sono ancora lucidi e spaventati. Come se lei non potesse concepire la sua vita senza quella di lui.

Luka vorrebbe tenerla stretta a sé per sempre, vorrebbe mormorarle che hanno ancora tanto tempo da passare insieme, ma con la coda dell'occhio scorge i genitori della ragazza. Stanno finendo di caricare gli ultimi scatoloni sull'utilitaria scassinata che gli porterà via la sua adorata. Luka chiude gli occhi, preferendo non vedere. L'immagine che gli si presenta nella mente, però, non fa meno male della prospettiva di perdere Isa: suo fratello, quel brutto insensibile, che la sera prima lo aveva deriso solo perché aveva passato circa un'ora per cercare di scrivere una bella lettera d'amore per lei.

Ma Niko sicuramente non può capire. Niko che ha avuto solo storielle senza importanza, Niko che prende in giro sia Julia che Sanja, promettendo devozione ad entrambe. Quel traditore senza cervello. Vuoto. Insensibile. Che andasse all'infermo. Sicuramente non può capire il dolore che attanaglia Luka in quel momento.

Luka apre gli occhi e cerca, di nuovo, lo sguardo di Isa. Le tremano le labbra, e lui la sente tirare su col naso. Non un gesto romantico o dolce, ma Luka si sente invadere dalla tenerezza. Sa che non potrà lasciarla.

Sente un rumore di passi alle sue spalle. È Vera, la mamma di Isa.

"Tesoro, ora dobbiamo proprio andare"

La ragazza non sembra aver sentito, anche se una lacrima nuova scorre sulla sua guancia.

"Saluta Luka"

Il ragazzo guarda la donna con occhi imploranti, ma il suo sguardo sembra non ottenere l'effetto desiderato.

"Mamma..."

"Isa, è già tardi. Dobbiamo arrivare in Italia prima che faccia buio"

"Isa..."

"Io non posso andarmene"

"E io non posso lasciarti"

"Ragazzi, ora basta"

"Luka... ti amerò per sempre"

"Ti amerò anch'io. Ti scriverò ogni giorno e tra non molto sono sicuro che ci rivedremo"

Si baciano per un'ultima volta, un bacio un po' goffo, inesperto. Poi, Isa si volta verso la madre e si incammina mogia. Luka la osserva allontanarsi, salire in macchina e rivolgergli un ultimo sguardo disperato. Luka solleva una mano, in un vago cenno di saluto. La macchina si allontana, sollevando una piccola nuvola di polvere.

Luka sospira, sentendosi annientato, senza forza, inutile. Non riesce nemmeno a trascinarsi in casa a languire sul letto. Sono palle quelle che gli uomini devono essere forti e non piangere; a Luka sarebbe piaciuto sentire le dita sottili di Isa ad asciugargli le lacrime. Sarà un rimpianto che si porterà sempre dietro. Sospira di nuovo, sentendosi vicino a crollare: chissà se anche il cuore infranto di Bogart faceva così male.



Tags: character: luka kovac, community: promptaddicted, fandom: er, one-shot
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