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[CSI: NY] - Dov'eri quando il mondo cessò? - Capitolo 08: Briefing

NdA: Grazie a Margheritanicolaevna di EFP per avermi fornito il link della cartina di New York da cui ho tratto utilissimi indirizzi.


08. Briefing

Nella stanza si stabilì un lungo silenzio teso, rotto da:

“L’unico lato positivo di tutto questo è stata la pizza”

Sei paia di occhi si girarono verso la direzione della voce.

“Che c’è? A pranzo non ho mangiato praticamente nulla…”

“Per questo adesso ti sei mangiato l’equivalente del tuo peso in pizza?”

“Per questo e per la frustrazione di non avere piste per risolvere il caso”

Nell’ufficio si sentì un sospiro di rassegnazione generale. Quello che diceva Flack era vero: non avevano nulla di solido e decisivo per risolvere i due omicidi – ormai avevano stabilito che erano collegati – e nessuno voleva aspettare un eventuale terzo cadavere per capirci qualcosa di più.

Stella studiò i propri appunti: “Facciamo un ultimo riassunto, così da essere sicuri che non ci stia scappando nulla: due vittime, un uomo ed una donna, non si conoscevano, non frequentavano gli stessi ambienti, l’unico punto in comune la morte, un anno fa, di una persona a loro cara. Uccisi con colpo di arma da fuoco, grosso calibro, un 50 almeno. I corpi scaricati lontano dalla scena del crimine ed avvolti in una coperta scura. In entrambi gli appartamenti è stato trovato un anomino foglio su cui era stampato Dov’eri quando il mondo cessò? Nessun numero, nessun riferimento a nulla. Stiamo ancora analizzando la carta e l’inchiostro, ma sembrano comuni. Abbiamo sequestrato i computer delle vittime ed Adam sta analizzando i files”

“Ma da un primo esame sembra tutto nella norma: niente contatti strani, niente mail misteriose, niente siti pericolosi… normali tracce di navigazione e normalissimi files e cartelle”

“Ok. Questo fino ad ora… dimentico qualcosa?”

“I cellulari”

“Non li abbiamo trovati, quindi non li sto dimenticando”

Stella non disse più nulla e tutti tornarono a sfogliare le pagine di note che avevano segnato, nella speranza di trovarci qualcosa. Dopo qualche secondo Jess alzò gli occhi e vide Flack che fissava dritto davanti a sé: “Hey…”, lo schiaffeggò su un braccio, “… sei in fase digestiva?”

Lui sbattè le palpebre ed accennò una smorfia: “No, pensavo ad una cosa”

“È qualcosa che si può condividere o riguarda le nozze dell’anno?”

“Riguarda la domanda”

“Quale?”

Dov’eri… ecc ecc. Non vi siete mai posti questa domanda? Magari non con queste esatte parole, ma…”

Hawkes e Danny si guardarono, scuotendo il capo. Anche le ragazze sembravano confuse. Mac mantenne la sua solita espressione imperscrutabile.

“Tu sì?”

“Be’… sì. E non guardatemi come se fossi un alieno”

“Vuoi provare a spiegare?”

In quel momento Lindsay entrò nella stanza reggendo delle fotografie. Don la guardò, ma lei gli fece segno di continuare a parlare.

“Ok… non era esattamente in quei termini, il mio mondo non è finito, ma se la domanda fosse stata Dov’eri quando il tuo mondo ha rischiato di finire? Io avrei la risposta. E non dovrei nemmeno pensarci”

Angell inclinò la testa e lo guardò intensamente: “La bomba?”

Lui scosse la testa impercettibilmente, con uno strano sorriso: “20 maggio 2009, Mount Sinai, fuori dal blocco operatorio”

Jess, senza pensarci, allungò una mano e gli strinse un braccio. Flack la guardò un attimo, sorridendo quasi imbarazzato. Per un paio di minuti nessuno disse nulla.

“È una buona intuizione”

“Ma è solo un’intuizione. Non ci sono prove, a meno che la nostra Linds abbia trovato qualcosa”

“La vostra Linds ha trovato un’impronta parziale sulla coperta della vittima numero uno, Gregory Buster. Ho calcolato un quaranta e mezzo, e la suola è quella di una ciabatta infradito”

“Cosa? Questo caso diventa di volta in volta più assurdo… l’unica persona ad avere visto il presunto colpevole non ha parlato di scarponcini o scarpe del tennis?”

Flack annuì: “Sì, ma conosco qualcuno che quella sera aveva un paio di infradito ai piedi”

“Che classe!”

“Non puoi capire… non è decisivo per il caso, ma sono contento”, Don stava sorridendo, uno dei suoi sorrisi strafottenti.

“Contento?”

“Sì, perché il possessore delle infradito ha giurato di non essersi mai avvicinato al cadavere”

“Allora è un sospetto!”

“No, Adam, William Ramirez ha il quoziente intellettivo di una nocciolina, non può aver architettato due omicidi. E però due chiacchiere con lui le faccio volentieri”, Flack si alzò, bevendo un ultimo sorso d’acqua.

“Sai dove trovarlo?”

Claro que si, come mi direbbe lui. Sapete che fiuto le bugie a miglia di distanza. Signori…”

“Ci riaggiorniamo più tardi”

“A dopo… chiamatemi se scoprite qualcosa”, il detective si chiuse la porta alle spalle.

Stella sospirò, “Non è una cattiva intuizione”

“Potrebbe portarci da qualche parte”, l’asserzione di Mac sorprese il resto della squadra: lui era sempre stato uno che faceva puro affidamento sulle prove.

“È la natura umana”, ed anch’io potrei rispondere a quella domanda. Non ci ho pensato subito, perché è passato troppo tempo, ma per Don è ancora fresca…, “Allora, seguiamo questa idea di Flack. Dov’erano queste persone quando il loro mondo finì?”

Il gruppo guardò i due articoli di giornale che Adam aveva recuperato dagli archivi. Oltre alla descrizione degli incidenti, era indicato anche il luogo del sinistro.

"Abbiamo i due indirizzi. Tentar non nuoce. Danny ed Hawkes andate sulla Franklin, all'incrocio con la Centoundicesima; Stella e Lindsay voi dirigetevi sulla Madison. Io coordino da qui. Tu, Jess..."

“Se non è un problema io vorrei andare con Don, anche se quello non è di sicuro il colpevole”

Mac annuì e, con un gesto della mano, congedò la squadra.

Flack stava per aprire la portiera della macchina, quando Jess lo raggiunse con passo svelto: “Fortuna che sei ancora qui”

Lui la osservò, socchiudendo gli occhi: “Novità?”

“No, nessuna… cioè, Mac sta mandando i suoi sui luoghi dei due incidenti, ma io vengo con te”

“Ascoltano me?”

“È una buona idea, se ci pensi”

“Ma potrebbe non portare a nulla”, Flack sembrava scoraggiato.

“Sì, ma l’alternativa qual è? Starsene su ad analizzare prove che sono già in fase di analisi, visionare per la trecentesima volta i rapporti autoptici… mi dici che c’è che non va?”

Don scosse la testa: “Nulla, è solo che… uff… saliamo in macchina”

“Guido io”, lei gli sfilò le chiavi dalle mani e, agile come un gatto, si infilò in macchina al posto del conducente. Flack non potè far altro che fare il giro della vettura e sedersi sul sedile del passeggero. Jess avviò la macchina, fece manovra e si mise in strada. Al secondo stop decise che era passato tempo sufficiente.

“Don…”

“È assurdo. Ci sono due persone, due individui che fino ad un anno fa avevano amici, colleghi. Due persone descritte come divertenti, spiritose, piene di vita. E poi, boom – come direbbe Messer – succede loro questa terribile disgrazia. La persona che amano muore sotto i loro occhi. E, a poco a poco, tutto il circolo di amici, parenti, colleghi, conoscenti – la loro rete sociale – sparisce nel nulla. E mi sento dire frasi del tipo: lui preferiva stare da solo, lui preferiva non avere gente intorno. Ma è possibile? Buster aveva una sorella, una sorella che era tutta la famiglia che gli restava e lei ha lasciato passare giorni senza avere sue notizie prima di avvisare la plizia. Giorni! E sai com'è successo? Era il primo anniversario della scomparsa della moglie e lui non rispondeva al cellulare. Allora, lei è andata a casa sua, ha bussato, lui non ha risposto e lei se ne è andata. E dopo tre giorni di nulla, lei ha denunciato la sua scomparsa. Ma in che mondo viviamo? E, ciliegina sulla torta, almeno una persona ha visto il cadavere e non si ci è disturbati a chiamare la polizia. Tutti a farsi i fatti propri”, aveva parlato quasi senza prendere fiato, con un tono amaro e deluso che lei faticava a riconoscere.

Jess accostò la macchina.

“Perché ti fermi?”

Lei si girò verso di lui e gli prese una mano: “Quella cosa che hai detto dell’ospedale… non ne abbiamo mai parlato”

“Non ce n’è stato il tempo, credo. L’operazione, chiudere il caso, i tuoi parenti, il lavoro, poi sei tornata a casa ed abbiamo deciso di sposarci”

Rimasero in silenzio e, per la prima volta, Jess percepì la fragilità che lui cercava di nascondere sempre con le unghie e coi denti. E sentì di amarlo più di quello che lo amava già.

“E poi il nostro amico qui usa una calibro 50…”

“È l’arma di moda…”, le strinse la mano, massaggiandole il palmo, “… a volte vorrei avere una vita di quelle semplici e senza pretese, ma poi mi toglierei il divertimento”, riuscì a sorriderle.

“E non mi avresti incontrata”

Il sorriso di Flack si allargò, “Grave perdita”, le lasciò la mano e si stiracchiò, “Andiamo, va’, che Willy è ancora convinto che noi non sappiamo”

Lei riaccese la macchina e partirono. Le cose sarebbero andate a posto, ne era sicura. Quando saremo dispersi nella brughiera irlandese, tutto questo sarà solo un brutto ricordo…


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Lo so, le prove prima di tutto. Ma è una fiction incentrata su Flack e lui, a volte, segue l'istinto. Esattamente come me.

Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic, long fic: dov'eri quando il mondo cessò?, pairing: flangell
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