drk_cookie (drk_cookie) wrote,
drk_cookie
drk_cookie

  • Mood:
  • Music:

[CSI: NY] - Dov'eri quando il mondo cessò? - Capitolo 07: Due pezzi dello stesso puzzle

Come da tradizione, l'ONU sta per riunirsi. Io ho già fame...


07. Due pezzi dello stesso puzzle

“Flack!”, Don rispose al cellulare con veemenza ed una certa irritazione senza curarsi di controllare l’ID.

“Riattacco e ci risentiamo dopo?”

“No, scusami… non ce l’ho con te. Ero al telefono con quello del catering”

“Voglio essere messa al corrente di ulteriori problemi?”. La voce di Jess era dubbiosa ed anche un po’ preoccupata. Cosa strana per lei. Ma si trattava pur sempre del suo matrimonio.

“Devi. Il responsabile, dotato senza dubbio di eccessiva personalità e pieno di consigli che non voglio ascoltare, sostiene che le alzatine con la tagliata di manzo da servire ad ogni tavolo potrebbero essere un problema”

“E perché, di grazia?”

Ma detective! Quella carne mezza sanguinolenta! Non vorrà far inorridire gli ospiti! Forse lei e la sua futura sposa siete abitutati a scene truculente, ma le persone normali certamente no!”, Flack, voce grondante di accento del Jersey, aveva imitato quasi alla perfezione Jason, il giovane che seguiva il loro banchetto nuziale.

“Ma crede che con le fette di carne vogliamo tappezzarci le stanze?”

“Probabilmente. Comunque, dopo una lunga trattativa, siamo giunti ad una conclusione: sì alla tagliata, ma ognuno avrà la sua porzione – non più di tre fettine a testa e le parti eccessivamente al sangue verranno sommerse da scagliette di grana e rucola…”

“È questo il compromesso finale?”, Jess sembrava abbastanza sorpresa: Don non cedeva mai quando si trattava di cibo.

“Lo so, lo so è una cosa alquanto penosa… ma ho tra le mani un caso irrisolvibile, ho appena parlato con l’irritante amministratrice dell’appartamento della vittima – la somma delle tre scimmiette non vedo-non sento-non parlo – e sto andando alla casa editrice per cui lavorava Buster, solo che la strada è bloccata…”

“Una giornatina mica male”

La raggiunse uno sbuffo: “E tu? La tua vittima?”

Jess accennò una risata che chiaramente voleva essere ironica: “La ragazza è stata uccisa da un colpo di arma da fuoco all'altezza del torace. Poi è stata abbandonata sul ciglio della strada senza documenti e...”

“… no…”

“Che c’è?”

“Nessun documento e, fammi indovinare – il luogo del ritrovamento non è il luogo del delitto”

“Ma come…?”

“Jess, ci sono almeno quattro punti in comune con il mio caso”

“Potrebbe essere una coincidenza?”

“Ho smesso di credere alle coincidenze anni fa. Avvisa Stella e dille di informare Mac”

“Abbiamo un problema, eh?”

“Già… che bel lavoro, che bella giornata, che bella vita e… aspetta, ho sotto una chiamata”, Don guardò lo schermo del telefono e grugnì, “… Monsieur Jason. Chissà cosa troverà sgradevole adesso… io non gli rispondo”

“Neppure io se osa telefonarmi. Mi sa che ci detesta”

“Be’… non è che io lo adori. Chiami Stella?”

“Ovvio. Ma magari è davvero solo un caso”

“Jess… la vittima era avvolta in una coperta scura?”

“…”

“Perfetto. Ci vediamo dopo. Mi sa che dovremo lavorare insieme”

“A dopo”

Senza dire altro Flack chiuse la comunicazione. Non voleva farsi prendere dall’ansia – non era da lui – ma l’idea di avere a che fare con un potenziale serial killer non gli piaceva per nulla. Anche perché, negli ultimi omicidi seriali affrontati, qualcuno della squadra aveva sempre rischiato di farsi del male. E poi sapeva che, a breve, sarebbe cominciata la campagna di insulti da parte della stampa. Ed a capo ci sarà quel simpaticone di Dunbrook, l’ultima persona che mi serve nella vita adesso. Flack, seguendo il flusso lento del traffico, si immaginava già i futuri problemi che avrebbero dovuto affrontare tra cui, quasi certamente, la leggera ma continua opposizione di Sinclair che, era sì il Capo della polizia, ma che non aveva mai nascosto una certa antipatia per Mac. E, in mezzo a tutto il macello del caso e della politica, il matrimonio si avvicinava pericolosamente ed il capo del servizio catering – una persona, in teoria, abituata al cibo – aveva dei problemi con l’aspetto della carne. Fermo all’ennesimo semaforo, Flack, quasi senza pensarci, afferrò il cellulare e digitò: Las Vegas. Siamo ancora in tempo. Pochi minuti dopo la risposta si annunciò tramite il noto bip: Anche se l’idea di vederti vestito da Elvis mi solletica, come la mettiamo con i nostri genitori? Non c’era soluzione, ma almeno Flack trovò la forza di sorridere.

La casa editrice Brooks and Sons aveva sede in un grattacielo tipicamente newyorkese. Flack controllò l’indirizzo e poi salì al piano attraverso un’ascensore trasparente che regalava una spettacolare panoramica della città. La ragazza della reception sembrò quasi eccitata di fronte al distintivo, ma almeno non fece ostruzionismo, chiamando immediatamente il direttore.

“Detective Flack, polizia di New York”, Don allungò la mano, facendosi una prima impressione dell’uomo che aveva di fronte. Sembra normale, così d'acchitto lo escluso dalla lista dei papabili sospetti... perfetto.

“Mark Gander… prego, si accomodi nel mio ufficio”, l’uomo strinse la mano al detective. L'ufficio, dimensioni medie ma dotato di una grande finestra che dava sul Parco, era simile a mille altri uffici visitati durante gli anni.

"Allora, detective, come posso esserle utile?"

Flack arcuò le sopracciglia, leggermente confuso: era strano vedere qualcuno così ben disposto verso le forze dell'ordine.

"Sono qui per Gregory Buster"

"Gli è successo qualcosa?"

"Il suo corpo è stato ritrovato l'altra notte. Colpo di arma da fuoco"

Gander si coprì la bocca con le mani e spalancò gli occhi.

"Non può essere... siete sicuri che fosse lui?"

Il detective non disse nulla, ma allungò sulla scrivania di vetro dell'uomo una fotografia: non fosse stato per il pallore e la rigidità d'espressione, Buster sembrava quasi addormentato.

"Già... è tutto molto triste. Fino ad un anno fa, Greg era un vulcano: aveva un suo cubicolo qui, correggeva bozze, scriveva articoli, gestiva una rubrica per uno dei nostri periodici... ed era bravo, aveva talento vero. Ma non voleva fare lo scrittore, oh no, gli bastava quello che aveva. Era simpatico, allegro, una di quelle persone che sa sempre come vivacizzare l'ambiente, ha presente? Ma poi, un brutto giorno..."

"L'incidente in cui sua moglie Melissa perse la vita"

"Sì", l'uomo chiuse momentaneamente gli occhi, riflettendo, "Le abbiamo dedicato un piccolo spazio sul periodico dove Greg scriveva. Vuole vedere? È tra le copie che ho qui in archivio"

Flack annuì e osservò Mark muoversi nella stanza. Lo guardò avvicinarsi ad uno schedario, aprire i cassetti ed estrarre una cartelletta, sempre tenendo la mano destra accanto alla sicura della fondina. Non si sa mai. Uno crede di potersi fidare del proprio istinto, ma poi... Ma Gander non aveva cattive intenzioni. Si sedette di nuovo di fronte al poliziotto estraendo un foglio dalla cartelletta che reggeva: "Ecco qui, prego"

Il titolo recitava Melissa Buster, l'angelo è tornato in Paradiso e stava sopra la fotografia di matrimonio di Melissa e Gregory. Classico stratagemma per far piangere le persone. Chissà se la conoscevano davvero.

"È stato un incidente, sa? Un colpo di sonno, la sua alcolemia era pari a zero. Greg non beveva praticamente mai... comunque, lui da quel giorno ha cominciato a cambiare; usciva sempre meno, era scontroso, triste. Qui in ufficio veniva in modo altalenante... ma non me la sono sentita di licenziarlo. Allora gli ho affidato esclusivamente la correzione delle bozze. Lui lavorava da casa, e mi mandava le correzioni via mail. Aveva perso la sua brillantezza, ma il lavoro era ancora abbastanza buono. Avrebbe dovuto consegnare un pezzo tra un paio di giorni"

"Vi sentivate spesso?"

"Per nulla. Tra una consegna e l'altra spariva. Ed io non volevo impicciarmi troppo... ma forse avrei dovuto"

Flack scrollò le spalle: sapeva anche lui come andavano certe cose. Samantha, la mia Sammie.

"Quindi non sapeva se avesse ricominciato a frequentare qualcuno, o se aveva degli amici?"

"Prima di... sa... di sicuro, ma dopo... si era totalmente chiuso in sé, in un mondo tutto suo, quasi impenetrabile"

Flack pensò senza volerlo al giorno della sparatoria, ai momenti drammatici in ospedale, al modo in cui si era rifiutato di parlare con Danny e con Mac. E Jess ce l'ha fatta... scosse la testa, abbassando gli occhi.

"Questo è il mio biglietto, se dovesse venirle in mente qualcosa non si faccia problemi e mi contatti, ok?"

"Certo", Gander si alzò e strinse la mano la Flack che contraccambiò. Poi, schiacciò l'interfono: "Stacy, per cortesia, accompagna fuori il detective"

Una volta per strada, Flack salì in macchina. Controllò il cellulare: un SMS lo avvisava che in laboratorio si sarebbe tenuto un briefing. Sospirò: la giornata non era ancora finita.


Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic, long fic: dov'eri quando il mondo cessò?, pairing: flangell
  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your reply will be screened

    Your IP address will be recorded 

  • 0 comments