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[CSI: NY] - Dov'eri quando il mondo cessò? - Capitolo 03: Identità


03. Identità



Flack, intento a controllare gli appunti relativi al caso, non si accorse della tazza di caffè che comparì sull'angolo della sua scrivania. Quando, però, l'aroma fragrante raggiunse le sue narici alzò il capo di scatto, incrociando gli occhi castani di Angell.

“Caffè?”

“Sei una donna da sposare”, allungò le mani sopra la testa, stiracchiandosi.

“Lo so bene... brutto caso?”

“Ne esistono di belli?”, girò la pratica verso di lei per permetterle di leggere.

Lei studiò per qualche minuto quanto scritto mordicchiandosi le labbra: “Hai trovato il nome?”

Don guardò lo schermo del PC.

“Dalle persone scomparse ancora nulla. Per quanto riguarda le impronte aspetto notizie dal piano di sopra. Anche se potrebbe volerci una vita. E qui ne abbiamo già persa una...”

Afferrò la tazza e bevve un sorso, “Grazie. Stavo iniziando ad entrare in crisi d'astinenza”

Jess gli sorrise, toccandogli appena il braccio. Le manifestazioni d'affetto evidenti erano altamente sconsigliate. Non che loro due volessero comunque rischiare qualche richiamo.

Flack sembrò voler dire ancora qualcosa, ma il computer emise un BIP acuto. Il detective cliccò qualcosa ed una scheda si aprì.

“Eccolo qui: Gregory Buster, 37 anni. 159, Lexington Avenue. La sorella, Carla, ne ha denunciato la scomparsa due giorni fa. Sarà meglio contattarla”

“È stato trovato vicino alla Quinta, vero?”

“Già... non abbiamo ancora la scena del crimine primaria. Però almeno adesso abbiamo un indirizzo”, si alzò, recuperando la pistola dal cassetto. Angell lo guardò in silenzio mentre infilava l'arma nella fondina, faceva scattare la sicura e poi afferrava giacca e caffè.

“Vado ad avvisare Danny. Magari anche lui ha scoperto qualcosa”

“Buon lavoro. Ci...”, il cellulare della donna iniziò a squillare. Lei fece un gesto all'uomo e poi rispose, “... Angell. Sì. Certo, ti aspetto giù”, chiuse la comunicazione, “Stella. Abbiamo un omicidio a Bryant Park. Devo andare”

“Allora buon lavoro anche a te. E, per il pranzo, ci sto se riusciamo a liberarci”

“Affare fatto... ah, Don? Quelli del catering li chiami tu?”

Le sue spalle sobbalzarono appena: “Sono già nella mia agenda di oggi. Telefonerò più tardi, anche se mi darebbe molta soddisfazione tirarli giù dal letto a quest'ora”

Jess rise, scuotendo la testa.

“Ci sentiamo più tardi”, si girò verso l'uscita.

“Ciao, detective!”

Lei gli rispose solo con un gesto della mano.



In laboratorio, Danny stava ancora studiando DNA ed impronte.

“Messer... porto regali!”

“Vedere, vedere, vedere!”

“Gregory Buster, abitava sulla Lex”

“Andiamo a dare un'occhiata?”

“E Mac?”

“Stava parlando con Sid... ha già i primi risultati dell'autopsia. Conferma come causa del decesso colpo di arma da fuoco”

“Ok. Andiamo?”

“Ti seguo”

Il traffico era quello dell'ora di punta: “Odio dover guidare tra le otto e... la fine della giornata”

“Potevo guidare io”

“Tu?”, Flack alzò un sopracciglio, lanciando un'occhiata al collega.

“Sì, problemi?”

“Non con te. Solo con i tuoi conosco una scorciatoia velocissima e poco praticata che, generalmente, ci allontana dalla destinazione di miglia”

“È successo solo due volte!”

“Certo, ma se consideriamo che era la terza volta che ti lasciavo guidare...”

“Manhattan sta cambiando troppo velocemente...”

“E noi invecchiamo...”

“Uh?", Danny guardò Flack un po' scandalizzato.

“Ah, allora non era uno dei tuoi soliti discorsi saggi e rassegnati”

“Ci siamo davvero svegliati dalla parte sbagliata del letto questa mattina...”

“Non ho fatto colazione”

“Un crimine contro l'umanità!”

“Grazie al cielo ci siamo”, scesero dalla macchina e si diressero verso il portone della casa del fu Buster. Entrarono e trovarono il portiere.

“Detective Flack e Messer, polizia di New York”, alzarono i distintivi, “siamo qui per vedere l'appartamento di Gregory Buster”

Il portiere, un ragazzino che non poteva avere più di ventanni, sgranò momentaneamente gli occhi davanti ai distintivi, poi prese il passe partout e indicò ai due l'ascensore: “Da questa parte, prego”

Don lasciò che il giovane premette il tasto del quarto piano.

“Quand'è stata l'ultima volta che ha visto il signor Buster?”

“Gli è successo qualcosa?”

I due detective si guardarono brevemente.

“ Io... mah... forse una settimana fa. Cioè, era un tipo molto solitario. Entrava ed usciva quasi senza farsi vedere”

“Davvero?”

“Sì”

L'ascensore si fermò con un BING preciso e spalancò le porte. Il piano, così come la hall, era molto elegante e curato. Un bel palazzo.

“Avevate ricevuto lamentele riguardo a lui?”

“Lamentele?”

Danny emise un sospiro: “Sì... dagli altri inquilini”

“No. Era vero che era misterioso ed anche un po' scontroso, ma poverino...”

“Poverino?”, evidentemente il portiere aveva sempre bisogno di una spintarella per continuare.

“Sì, io lavoro qui da poco, ma mi hanno detto che tempo fa il signor Buster ha perso la moglie in un incidente d'auto... eccoci arrivati”

Infilò la chiave nella toppa e fece scattare la serratura. Aprì la porta per i due poliziotti.

“Serve altro?”

“Per adesso no. Prima di andarcene, però, vorrei parlare ancora un po' con lei”

“Molto bene. Aspetto al mio posto”

“Grazie”, Flack guardò il ragazzo allontanarsi, le spalle un po' curve. Dopo di ché seguì Messer che era già entrato nell'appartamento della vittima.

Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic, long fic: dov'eri quando il mondo cessò?, pairing: flangell
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