Farfalla+fiore

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Trauma Two

"Charge at 200 and... clear!"


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bambinate
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[ER] - Bambinate

Titolo: Bambinate
Fandom: ER Medici in prima linea
Personaggi principali: Neela Rasgotra, Joe Kovac
Rating: Verde
Set in time: Epi 13.14: Murmurs Of The Heart
Disclaimer: Tutti i personaggi utilizzati (a parte uno, ma non voglio rovinarvi la sorpresa) non mi appartengono, ma sono bla-bla-bla
Note: Well, questa storia è stata scritta per l'Unica&Sola Sku, che è sempre più che disponibile a dedicarmi parte del suo tempo. Un giorno, in un suo commento alla mia fiction Hostage, mi ha chiesto di scriverle uno spin-off riguardante Neela e Joe. Ed eccolo qui (naturalmente, l'idea di farmelo postare su LJ è stata sua). Spero che vi piaccia. E' una cosina che dovrebbe far divertire. Niente angst, stavolta.
Sku, è tutta per te. I tuoi commenti e consigli saranno sempre indispensabili.
Dimenticavo: il titolo è preso da un omonimo racconto del Maestro dell'horror, mr Stephen King.

 

Neela era terribilmente nervosa. Il suo sguardo continuava a correre dal telefono alla porta d'ingresso, per poi soffermarsi sulla rampa di scale che conduceva al piano di sopra.

Ancora nessuna notizia di Abby. Era uscita con la polizia all'incirca un'ora prima, terrorizzata per Luka. E l'Indiana era rimasta da sola in quell'appartamento ad occuparsi del piccolo Joe che, fortunatamente, era crollato addormentato.

La ragazza si alzò dal divano e si avvicinò alla finestra. La notte, fuori, era particolarmente silenziosa e tranquilla. Eppure lei continuava a sentirsi irrequieta, sull'orlo di una crisi di nervi. Su un tavolino giaceva dimenticato il bicchiere di barboun che Curtis Ames aveva bevuto mentre, con Abby, aspettava l'arrivo di Luka. Senza pensarci due volte Neela afferrò la pesante bottiglia di vetro, ne versò il liquido ambrato nel bicchiere e, con gesto repentino, ne bevve un paio di sorsi. Si sentì decisamente meglio. Doveva stare tranquilla, se doveva occuparsi del bambino.

All'improvviso, dal piano di sopra arrivò un rumore. Neela tese le orecchie con attenzione, ma il rumore sembrava essere stata solo un'allucinazione. Sospirò, dandosi della sciocca: si stava comportando come una bambina rimasta in casa da sola per la prima volta. Stava per sedersi di nuovo sul divano, quando lo sentì di nuovo: era una specie di scampanellio, qualcosa che poteva forse sentirsi in certi film di Walt Disney. La donna sollevò gli occhi al piano di sopra, irrigidendosi. Dopo un attimo decise di salire le scale: poteva sempre controllare che Joe fosse ancora addormentato.

Aprì piano la porta della stanzetta del bambino e un gridolino di sorpresa le morì in gola: la stanza era illuminata da una luce azzurrina ed avvolgente, Joe era inginocchiato rispettosamente di fronte ad un essere strano. Neela, sempre così razionale, non poteva arrivare a pensare di trovarsi di fronte ad una fata, ma non c'erano molti altri modi per definire la figura femminile dai lunghi capelli violetti, gli occhi altrettanto violetti, la carnagione perfetta e luminosa, le ciglia lughissime e blu intenso, le labbra rosee e carnose (anche se non troppo), un corpo esile ed agile (ma con tutte le curve al posto giusto) e un paio di maestose ali di farfalla che lasciavano, muovendosi, una scia di stelline abbaglianti. La creaura magica stava volteggiando a pochi centimentri da terra, le unghie dei piedi perfettamente smaltate, mentre parlava con Joe.

"Mongo"

Neela aggrottò le sopracciglia, sporgendosi in avanti per cercare di sentire meglio le parole della fata.

"Mongo sarà il tuo nome segreto. Questo nome ti servirà per aiutare quei due sfigati dei tuoi genitori ad affrontare le sciagure a cui andranno incontro"

"Tipo quella di stasera?", la voce di Joe era calma e ferma. Non certo ciò che ci si sarebbe potuti aspettare da un bambino di pochi mesi.

"Esattamente. Il nome Mongo ti darà la forza di fare le scelte giuste per loro, e per te, se ci tieni a rimanere in vita. Prima di te, ho fatto lo stesso discorso a Jasna e Marko, ma loro non mi hanno voluto ascoltare, deridendomi. E guarda che fine hanno fatto"

Gli occhi di Joe si spalancarono. "Ma come farò ad usare il mio nome segreto?"

La fata si girò sinuosamente, facendo danzare nel vento, creatosi appositamente per l'occasione, i lunghi capelli. Neela si accorse che i suoi occhi avevano cambiato colore e che adesso erano di un'interessante sfumatura verde acqua.

"Ecco", nelle mani sottili e delicate la fata reggeva una nuovissima rana giocattolo: "Quando i tuoi sono nei guai, basta che stringi il torace della rana e diventerai Mongo. A quel punto, pur mantenendo le tue fattezze umane, sarai in grado di far cambiare il destino e salvare i tuoi genitori. Hai altre domande?"

"Da dove arriva il mio nome?"

"Mongo era uno dei re delle stelle argentate. Era conosciuto per la sua lealtà e per il suo trovarsi sempre in situazioni disdicevoli. Il suo regno fu lungo e prospero. Tu hai già dimostrato di essere degno di cotanto nome"

Mongo-Joe era visibilmente commosso. Strinse a sè la rana giocattolo e sentì la forza che ne amanava. Poi, alzò gli occhi sulla fata.

"Principessa Mary Sue ti ringrazio del dono che mi hai fatto. Non permetterò mai che il re Mongo si debba pentire di aver lasciato il suo nome a me"

"Sono più che sicura che farai un ottimo lavoro". Detto questo, sbattè le ali e, in uno scintillio d'oro, di rosso e di verde, sparì.

Neela si ritrasse spaventata e corse giù dalle scale. Stava per uscire sul pianerottolo, ma inciampò cadendo malamente sul tappeto. Perse conoscenza.

Qualcuno la stava scuotendo. Aprì gli occhi. Abby.

"Neela... svegliati"

Fuori era ancora buio. Si rese conto di trovarsi sdraiata sul divano e ridacchiò tra sè e sè: era stato solo uno stupidissimo sogno. Si stropicciò gli occhi: "Come sta Luka?"

"Abbastanza bene. E' al piano di sopra, voleva vedere Joe"

"Comprensibile... scusami se mi sono addormentata"

Abby sorrise, contenta che la giornata fosse finalmente giunta al termine: "Non c'è problema. So che comunque Joe era al sicuro con te. Ti sono debitrice per essermi state vicina. Grazie"

"Abby, io...", e in quel preciso istante in salotto arrivò Luka che reggeva, con fatica a causa dei polsi bendati, un Joe ben sveglio.

"Era sveglio nel lettino. Si vede che ha sentito che stavamo tornando a casa"

"Già probabilmente voleva salutare per primo il suo papà"

Neela decise che era giunto il momento di andare. Un po' si sentiva di troppo e un po' le immagini del sogno facevano ancora capolino nella sua mente. Salutò e si avvicinò alla porta. Cos'è che ha detto la fata Mary Sue? Che il nome segreto di Joe era... pensierosa, abbassò la maniglia della porta. Il nome se l'era già scordato.

Mongo. Neela si girò di scatto, come se qualcuno l'avesse colpita. Era la voce adulta di Joe. Ma non era possibile. Senza volerlo, i suoi occhi incrociarono quelli del bambino e lui le fece l'occhiolino.

Luka e Abby erano decisamente troppo stanchi per chiedersi come mai Neela se ne andò di corsa, a capofitto per le scale, senza nemmeno salutarli. 


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Storia dolce,tenera che mi ha fatta sorridere,specie a pensare un bimbo di pochi mesi che parla da grande e per l'originalità di sfruttare il nome Mongo che Luka aveva tirato fuori per far rilassare Abby che era nervosa, per tirarne fuori una storia di angeli,forze sopranaturali, destini....
Brava...
Angela

Adesso mi fustigherò sulla pubblica piazza poiché solo oggi ho scoperto che avevi pubblicato "Bambinate"... come ho potuto non accorgemene?! Perchè la mia pagina amici funziona male?! Ah, me misera me tapina...
Come sempre eccelli nelle demenziali, che ormai sono il mio genere preferito (se la demenzialità è voluta ovvio. Anche se devo dire che quelle involontarie mi fanno scompisciare lo stesso). Io adoro Mongo, la fata MarySue dagli occhi cangianti come quelli di Luka e soprattutto adoro Neela che fugge! Vado a commentare il resto.

Che ti devo dire? Qui ci manca solo un clown...
Grazie come sempre.

Plin-plon: la preghiamo di attendere per il seguente commento, la povera ragazza e a terra in preda a convulsioni. Ci scusiamo per l'incoveniente. Plin-plon.
Ma tu vuoi farmi morire?
Mongo! La fata Mary Sue, la Bora che spira apposta per far donodolare i suoi morbidi boccoli ma lisci, castano ma biondi con riflessi rossi ma con punte nere... mi sto facendo prender la mano! xD
Che dire? Sto ridendo come una scema!
Complimenti! Adoro Mongo, il salvatore dei due genitori sciagurati!

Tutti quanti avremmo bisogno di un Mongo... e di una fata Mary Sue.
Grazie. E scusami, l'attacco di convulsioni non era voluto.

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