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[ER] - Attesa - Capitolo 12

Titolo della storia: Attesa - Capitolo 12
Fandom: ER Medici in prima linea
Personaggio principale: Abby Lockhart
Coppia: Luka Kovac/Abby Lockhart
Prompt: 021: Amici@ fanfic100_ita
Rating: Giallo
Set In Time: Stagione 13: è nato Joe da poco, Luka ed Abby non sono ancora sposati, Ames non è accaduto.
Note: Long fic; What If?; Abby's POV; angst (molta angst).
Allora, questa storia ha una "gemella": Ritorno, una fiction che parte dallo stesso punto ma raccontata dal punto di vista di Luka. Non è indispensabile leggere le due storie per capire; si capisce tutto benissimo anche leggendone una sola soltanto (ma io vi voglio più bene se le affrontate tutte e due...)
Disclaimer: Luka Kovac ed Abby Lockhart non sono miei, ma di tutti gli aventi diritto. Non ci guadagno nulla.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html


 

12.


Risate. E poi: “Svelti! Una sedia a rotelle!”

Abby saltella verso l’amica, sorretta dal tassista gentile: “Ma no, Neela, ce la faccio”

La giovane la prende in consegna, facendo un sorriso all’uomo.

Abby lo guarda: “Grazie. Senza di lei…”

Viene interrotta: “Ci mancherebbe. E poi sa, sono Europeo: è il mio ‘lavoro’ essere galante con le signore in difficoltà”, le fa di nuovo l’occhiolino. Le ginocchia di Abby tremano; Neela lo prende come un mancamento dovuto al dolore e stringe la sua stretta intorno al braccio della donna: “Andiamo dentro, va’”

La sala visita è calda e accogliente. Abby si rilassa contro lo schienale del lettino e chiude gli occhi.

 

***

È convinta che un giorno o l’altro si addormenterà in quella vasca. E perché non dovrebbe? La gravidanza sta prendendo il sopravvento, lasciandola esausta. Solo lì nell’acqua calda si sente completamente rilassata. Potrebbe rimanerci per ore. Si posiziona meglio contro la porcellana.

La voce di Luka la raggiunge: “Per fortuna che ogni tanto vengo a controllare… altrimenti tu qui dentro anneghi…”

***

 

Spalanca gli occhi. Neela sta guardando il suo piede.

“Dicevi, scusa?”

“Cos’è successo?”

“Da dove vuoi che parta? Da quando Luka ha avuto l’idea più brillante dell’universo?”

“Io intendevo…”

“Oppure aspetta… posso raccontarti di quando mio padre si è rifatto vivo dopo che gli avevo ben spiegato che non volevo avere nulla a che fare con lui..."

"Abby..."

Ma lei è un treno in corsa: "Senza dimenticare di quando mi si è bruciata quella dannata lampadina ed io ho sbattuto il piede e non c'era neanche il ghiaccio, perché è Luka a prendersi cura di tutto... anche di me..."

Alla fine crolla e tira fuori tutto quello che la sta opprimendo da quando Luka ha dichiarato di voler andare a Vukovar. Neela, veloce, tira la tenda per garantirle un po' di privacy e poi le si avvicina, la caviglia malandata momentaneamente dimenticata.

Le passa una mano intorno alle spalle: "Sì, dai, sfogati..."

Abby continua a singhiozzare; non è da lei farsi vedere così fragile, ma è stanca, dolorante, e sola. E poi Neela è sempre stata una buona amica.

Dopo qualche momento, sentendo che i singhiozzi diminuiscono e perdono forza, l'Indiana accenna un sorriso consolatorio: "Abby, vedrai che si sistemerà tutto: la lampadina la puoi cambiare, se chiedo a Ray sarà più che felice di darti una mano, Luka tornerà di sicuro, figurati, e per tuo padre...", la giovane si blocca: non sa molto del padre di Abby. Che consiglio può darle? Non è certo una cosa così da poco conto. Decide di cambiare argomento: "Penso che ti farò una lastra, probabilmente hai un dito fratturato, ma non è niente di drammatico", così dicendo, le sfiora il dito livido.

 

***

"Ahia!"

"Stai ferma!"

"Ma fa male!"

Luka alza gli occhi al cielo e poi le sorride divertito: "Ma se non ti ho ancora toccato! Non vorrei, inoltre, ricordarti che sono un medico..."

Lei fa il broncio, contemplando il taglio che si è fatta sul dito.

"Cucini una volta e quasi ti amputi un'estremità... inizio a nutrire seri dubbi sulla tua capacità di autoconservazione"

Lei lo fissa, contrariata: è concentrato sulla ferita, il bel viso serio, gli occhi leggermente socchiusi, le lunghe ciglia ad ombreggiare le guance. È in questi momenti che ha veramente paura che potrebbe innamorarsi seriamente di lui, che tutta la faccenda dell'amicizia è appesa ad un sottilissimo e fragilissimo filo.

Sospira, buttando quell'idea in fondo alla mente: "Sei sempre tanto sincero..."

Lui la degna di uno sguardo solo il tempo necessario per battere le palpebre: "Figurati. A cosa servono gli amici altimenti?"

***

 

Sussulta.

"Scusami. Gli hai dato proprio una bella botta, eh?"

Abby si asciuga le ultime lacrime: "Neela, consigliami, cosa devo fare?"

"Be'... dovrai evitare di camminarci sopra e..."

"Neela, con mio padre!"

La dottoressa continua con la medicazione per qualche istante, prima di rispondere.

"È malato, giusto?"

L'altra annuisce.

"Io credo che dovresti dargli un'altra possibilità. Sentire almeno cos'ha da dire..."

"Non so. Forse non se lo merita dopo che ci ha abbandonato anni fa"

Neela afferra le mani dell'amica: "Abby, ma sta morendo! Ed è tuo padre. Non vuoi risolvere questa cosa prima che sia troppo tardi?"

Inaspettatamente, Abby pensa a Luka. Luka che risolve i suoi conti prima che sia troppo tardi. Luka in guerra contro Vukovar per essere totalmente suo.

"Allora? A cosa stai pensando?"

"A Luka", al contrario di Abby, Neela non ne è per niente stupita. La conosce abbastanza da sapere quanto Luka sia importante per lei. "Sai, è come se lui stesse facendo la stessa cosa. Chiude i conti col passato. Ha il sapore di qualcosa di definitivo, mi fa un po' paura"

Neela si limita ad annuire.

"Forse dovrei farlo anch'io... ma... e se li chiudessi nel modo sbagliato? Se poi passassi la vita a pentirmi di quello che gli ho detto?"

"Credimi: sarebbe molto meglio che passare la vita a pentirsi di ciò che non gli hai detto"

Abby fissa Neela: "Michael?"

"Già"

Entrambe le donne sospirano. Abby è dispiaciuta per l'amica, ma, allo stesso tempo, si sente anche sollevata: lei ha ancora la sua possibilità. L'ultima volta che ha parlato con Eddie era arrabbiata, e non si è comportata benissimo. Giustificabile o no, lei adesso non è più una bambina: è una donna, una madre addirittura. Una persona adulta.

"Credo che proverò ad ascoltarlo"

"Brava!", Neela sorride: "Intanto, però, prendi queste", le passa un paio di stampelle.

Abby si alza e cerca l'equilibrio che le serve per non cadere.

"Ho finito il turno. Vuoi un passaggio?"

"Ma sì, perché no? Tanto non è che posso guidare... Neela..."

La donna la guarda di nuovo: "Sì?"

"Tu credi che Luka mi stia pensando un pochino?"

Neela sospira rumorosamente: "Abby... dai, cammina... anzi, saltella, e leviamoci di qui!"

 

Tags: character: abby lockhart, community: fanfic100_ita, fandom: er, long fic, long fic: attesa, pairing: luby
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