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[ER] - Attesa - Capitolo 11

Titolo della storia: Attesa - Capitolo 11
Fandom: ER Medici in prima linea
Personaggio principale: Abby Lockhart
Coppia: Luka Kovac/Abby Lockhart
Prompt: 025: Estranei@ fanfic100_ita
Rating: Giallo
Set In Time: Stagione 13: è nato Joe da poco, Luka ed Abby non sono ancora sposati, Ames non è accaduto.
Note: Long fic; What If?; Abby's POV; angst (molta angst).
Allora, questa storia ha una "gemella": Ritorno, una fiction che parte dallo stesso punto ma raccontata dal punto di vista di Luka. Non è indispensabile leggere le due storie per capire; si capisce tutto benissimo anche leggendone una sola soltanto (ma io vi voglio più bene se le affrontate tutte e due...)
Disclaimer: Luka Kovac ed Abby Lockhart non sono miei, ma di tutti gli aventi diritto. Non ci guadagno nulla.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html



11.

Siede stanca e dolorante sulle scale esterne al loro appartamento. Joe è stato affidato ad Ellen, la loro vicina. Abby non è del tutto tranquilla: non la conoscono molto bene Ellen, è quasi un'estranea, ma d'altra parte che alternativa ha?

 

***

"Abby... sveglia... Abby!"

La voce spaventata di Eric la fa sobbalzare. Si stropiccia gli occhi, mettendosi a sedere. Il bambino prende posto accanto a lei.

"Che c'è?"

Eric indica la porta d'entrata con un cenno del capo: "La mamma..."

Lo stomaco di Abby si aggroviglia. Cerca di sorridere al fratellino.

Lui, titubante, continua: "... se ne è andata. Ha aperto la porta ed è sparita. L'ho vista io"

Abby impallidisce. Di nuovo. Li ha lasciati da soli nel cuore della notte. Ringrazia l'oscurità: almeno Eric non può vedere la sua espressione spaventata. Respira a fondo un paio di voce, cercando di calmarsi. Vuole che la sua voce appaia più stabile possibile.

"Mah... probabilmente è solo uscita a comprare qualcosa che le serve per preparaci la colazione domattina"

Eric rimane in silenzio. Lei gli circonda le spalle.

"Io non mi preoccuperei. Ora, però, torna a dormire. Andrà tutto bene"

***

 

No, nessun'altra soluzione. A meno che non consideri l'ipotesi di svegliare il figlio per portarlo in ospedale. No, no, meglio lasciarlo tranquillo. È un bambino; ne ha di tempo davanti a sé per essere svegliato brutalmente nel cuore della notte.

Cambia posizione e il piede ferito si lamenta. Ma dov'è il taxi? Sembra passata un'eternità da quando l'ha chiamato. E non che faccia molto caldo. Forse sarebbe stato meglio chiamare un'ambulanza.

 

***

"Non starai dicendo sul serio?"

La voce di Luka è flebile ed abbastanza incomprensibile. Sono due giorni che la febbre non scende sotto i 38°. Abby non può fare a meno di preoccuparsi; non gli piace troppo il suono respiratorio che emette.

"Luka, non mi sembra che tu stia migliorando..."

"Ma siamo in vacanza!"

Abby sospira; il loro primo week-end lontano da tutto e da tutti e lui si ammala. Tipico.

"Dai, è solo un'influenza", si interrompe per tossire, "Una brutta influenza, ma niente di grave..." Tossisce ancora, "... e poi, un'ambulanza! Non esageriamo!"

"E se ti accompagnassi io, in ospedale?"

"Per farmi tocchinare da degli estranei? No, Ci sei già tu, una fantastica dottoressa, a prenderti cura di me"

Abby un giorno lo capirà come faccia Luka a convincerla anche mentre sembra in procinto di sputare i propri polmoni.

***

 

Il dolore al piede si attutisce momentaneamente. Tutte le volte che pensa a Luka le cose brutte della sua vita sembrano affievolirsi, sparire. Per la centesima volta si domanda cosa starà facendo. Starà bene? Sentirà la sua mancanza?

Si stringe nel cappotto. Ma dov'è il taxi? Un uomo passa davanti a lei. La guarda per bene, studiando prima l'espressione triste e malinconica e poi cercando di indovinare le curve del suo corpo, protette dalla giacca. Forse pensa che lei sia una prostituta. Abby valuta se andarsene o meno. L'estraneo, però, si allontana. Che sciocca, magari stava pensando tutt'altro.

 

***

"A volte mi sembra un estraneo. Stiamo insieme, ma mi sembra che non ci capiamo. Mi sembra sempre troppo distante"

Sta guardando Carter negli occhi e quando vede quella strana luce affiorare si pente di avergli parlato dei suoi problemi con Luka. Forse non sarà in grado di capire molto bene il suo fidanzato, ma gli occhi dell'amico sono un libro aperto.

***

 

L'estraneo di poco prima sembra voler tornare sui sui passi. Si volta a fissarla ancora. Abby cerca di alzarsi; mentalmente calcola in quanto tempo riuscirà a fare i gradini, aprire la porta e chiuderla dietro di lei. Stupida. Doveva restare in casa; ma poi il taxi avrebbe suonato il campanello, svegliando Joe... e poi lei non voleva cercare di fare conversazione con Ellen.

L'uomo è un po' più vicino adesso. Abby inizia a tremare, spaventata. Si sente di maledire Luka che, alla fine, è tutta colpa sua. Non poteva lasciare stare Vukovar? Proprio adesso doveva partire? Il fiume mentale di insulti verso il suo uomo viene interrotto - finalmente - dai fari gialli del taxi. Stridio di freni. L'autista scende dalla vettura; ha lo sguardo gentile, caldo. L'estraneo malintenzionato si allontana veloce. In meno di un minuto è già sparito dalla sua visuale. Intanto il tassista la aiuta ad entrare nell'abitacolo, controllando che lei non si appoggi sul piede ferito.

Partono. L'autista, in modo discreto, alza il riscaldamento e lo indirizza verso di lei. Abby sospira, quasi commossa. Appoggia la testa contro il finestrino e chiude gli occhi.

 

***

"Hey marinaio! Nuovo in città?"

Luka le sorride amabilmente. Lei sente caldo.

***

Abby guarda fuori dal finestrino. La città passa veloce accanto a lei.

"Tranquilla, signora, tra poco ci siamo. Non c'è molto traffico, stasera"

 

***

"Io ti riconoscerei... credo"

***

 

Sposta lo sguardo sullo specchietto retrovisore, incrociando gli occhi dell'autista. Lui vede che la sta fissando e le fa una specie di occhiolino. Ha le ciglia scure e folte. Abby sorride. L'uomo al volante le ricorda indubbiamente qualcun'altro che, guarda caso, ha la stessa capacità di arrivare sempre al momento giusto. Il suo marinaio misterioso ed errante. Che la ama con tutta la forza di cui è capace. Anche se è a Vukovar.

Sospira ancora. Si sente meglio. Decisamente.

 

Tags: character: abby lockhart, community: fanfic100_ita, fandom: er, long fic, long fic: attesa, pairing: luby
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